Rete 4, tra Floris e Giannini Del Debbio gode

“Dalla vostra parte” diverte il suo pubblico con qualunquismo e commedia dell’arte

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Ricordo ancora le sue prime apparizioni sulle reti Mediaset… “opinionista” lo definivano e sindacava su qualunque argomento di economia o di politica. Ecco, “sindacava” è la parola giusta, visto che ora si ventila anche una sua candidatura nientepopodimenoche a Palazzo Marino. E io, ingenua che mi chiedevo a che titolo il paffuto signore dovesse darci la sua opinione. Un lucchese al Comune di Milano non sarebbe male eh? Lui nicchia, in un’intervista di Andrea Marcenaro su Panorama si schermisce… ma lui è Paolo Del Debbio e fa più colpi di scena di James Bond.

IL SANTORO DEL CENTRODESTRA – La sua piaggeria è chiara già dal titolo della trasmissione: “Dalla vostra parte”. Sorge spontaneo chiedersi da quale parte? Voi chi? Ma trattandosi di Rete 4, insomma, un’idea ce la possiamo fare. E, nel dubbio amletico di come passare il martedì sera, Giannini o Floris, si arriva alle 21.30 che di litigi già non se ne può più. Del Debbio ci sa fare, da marzo che va in onda e non scalfisce quel 5/6% di share con qualche impennata più su. Tornato in onda l’8 settembre dopo un’estate lunghissima e pochi giorni di pausa, si pregia di essere appellato il “Santoro del centrodestra” e fa dell’arruffamento di popolo il suo tratto distintivo. Io lo trovo fantastico.

QUALUNQUISMO E COMMEDIA DELL’ARTE – Nella puntata di ieri, il divertimento era assicurato dalla presenza dei suoi duellanti preferiti: in collegamento Gianfranco Librandi di Scelta Civica in contrasto col leghista Roberto Marcato; in studio Laura Ravetto, FI – ovvero la prova che la fisiognomica è una scienza esatta – a litigare con Emanuele Fiano del PD. Tutte le maschere della commedia di Del Debbio in palcoscenico, tanto il tema è indifferente, quello che conta è la rissa. Alterchi da manuale, con il deputato Dem che chiama maleducata-ignorante-cafona la collega, accusata di non lasciarlo parlare e lei che risponde “tu devi fare, non devi parlare”. A fare da sfondo, le folle oceaniche e caciarone che la trasmissione raduna sulle varie piazze d’Italia: Trieste “assediata”, Manerbio e l’albergatore che ospita i rifugiati e li manda anche in palestra versus una Eboli intollerante perché sommersa dagli immigrati che vivono in una kasbah in condizioni aberranti. Inevitabili le battute sulla figlia dell’albergatore valtellinese, che si fidanza con un migrante ospite della struttura, con l’elegantissimo leghista a chiedere lo stesso contributo quotidiano per la sua fidanzata (e nessuno a chiedergli se sia un’immigrata clandestina africana, bah…). Insomma, dopo un’ora di questi balletti, l’ansia di vedere Saviano ospite su Raitre e soprattutto Marino da Floris era scemata, la frenesia da zapping si era spenta, né Meloni d’accordo con Landini né Crozza aggressivo in diretta contro il sindaco di Roma suscitavano più in me alcuna emozione. E mentre questi poveracci di Giannini e Floris si affannano a mantenere lo share facendo i talk show “seri”, lui, Del Debbio, pasce il suo elettorato e se la ride sotto i baffi.

 

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