Nomine fatte alle reti Rai, ma Teresa de Santis a Rete Uno non convince

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La nomina di Teresa de Santis alla ammiraglia di Rai Uno suscita parecchi maldipancia all’interno del corpaccione Rai e oggi il quotidiano di Torino La Stampa tenta di spiegarne i motivi non solo per i sui trascorsi prevalentemente amministrativi, ma dipingendone una sorta di “durezza” al femminile dovuta ai suoi antichi trascorsi al quotidiano comunista il Manifesto. Lo stesso articolo rivela una ragione di tanto accanimento di cui ha scritto anche Cinquequotidiano in Maledetta Tv,parafrasando il titolo del nostro ultimo articolo recita “Si scrive De Santis ma si legge Lieto”.

Dove per Lieto si intende quel Casimiro autore de La Prova del Cuoco condotta da Elisa Isoardi che naviga davvero in cattive acque in fatto d’ascolti.

E fin qui nulla di male, anche se non è detto che una trasmissione ormai stanca e “spremuta” da Antonella Clerici debba sopravvivere per la prossima stagione. La prateria del palinsesto Rai non ha confini.

Il problema è un altro perché sulla nomina della De Santis ha pesato il ruolo di Elisa Isoardi che è una conduttrice e non una dirigente Rai, ma che molti accusano di aver condizionato nella scelta l’ex fidanzato Matteo Salvini che con il predestinato Casimiro, secondo il Fatto Quotidiano, aveva stretto amicizia anche grazie all’influenza di Elisa.

Anche sin qui tutto sommato nulla di male perché in Rai nessuno è vergine e le amicizie di politici influenti contano eccome, ma che  una conduttrice potesse quanto meno influenzare addirittura la nomina della direttrice di Rai Uno è piuttosto inconsueto. Tanto più che la Rete Ammiraglia muove un mucchio di soldi e, dopo i telegiornali, è la casella più importante di tutta la baracca della emittenza pubblica.

Ormai tutti i media parlano di una nomina in quota Lega, che è pur legittima nella logica spartitoria delle poltrone  Rai a partire dalla presidenza, ma in azienda si sussurra malignamente che la dott.sa Teresa de Santis sia in quota più che alla Lega di Salvini, alla Isoardi, che non sarebbe esattamente la stessa cosa.

Quanto a Casimiro ormai piazzato anche se non vincente, toccherà attendere un altro giro e chissà mai che non finisca a Rete Due visto che Freccero ormai pensionato e a titolo gratuito ha ottenuto un contratto di un solo anno.

In proposito il sindacato dei giornalisti Rai, Usigrai scrive: «Sulle reti, lascia basiti la scelta di affidare la direzione a un pensionato che potrà guidarla al massimo per un anno. Una scelta incomprensibile, offensiva nei confronti di tutti gli altri dipendenti in servizio. Per di più ancora un cambio di direttori  (di reti, ndr) fatto senza piano industriale, senza piano editoriale e alla vigilia dei piani su reti e testate che dovranno essere fatti entro marzo». Il quadro che emerge – conclude la nota – «è di un gruppo dirigente di corto respiro, ormai da 4 mesi impegnato a spartire poltrone più che a costruire il futuro della Rai Servizio Pubblico». 

Comunque sia la prova del nove dei malumori che circolano in ditta avverrà sul finire della primavera del prossimo anno quando verrà deciso il nuovo palinsesto.

Allora si misurerà davvero l’influenza di Elisa Isoardi non solo se venisse confermata La Prova del cuoco, ma se in alternativa, visti i risultati deludenti, lei dovesse ottenere la conduzione di un’altra importante trasmissione, con o senza Casimiro.

P.S. E piantiamola lì con le origini politiche della De Santis perché nel bestiario della Rai c’è la Prima, la Seconda, e ormai la Terza Repubblica, quella di Savini/Di Maio o del solo Salvini.

Lucignolo