Processo Raggi, Frongia in aula: «Seppe dello stipendio di Marra solo dopo la nomina»

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Prosegue presso il Tribunale di Roma il processo per falso in atto pubblico nei confronti della sindaca di Roma Virginia Raggi, accusata dalla Procura di Roma di aver mentito alla responsabile anticorruzione comunale Maria Rosa Turchi in merito alla nomina di Renato Marra a capo della direzione capitolina Turismo. Durante l’udienza di questa mattina, alla quale ha partecipato anche la sindaca, sono stato sentiti l’assessore allo Sport e Grandi Eventi di Roma Capitale Daniele Frongia (all’epoca dei fatti vicensindaco) e il dirigente del dipartimento Personale Gianluca Viggiano. Durante la sua deposizione l’assessore Frongia è tornato all’autunno 2016, quando era in corso l’interpello per le nomine dirigenziali nella macrostruttura del Comune. “Come tutti assessori – ha raccontato Frongia – ho partecipato ad alcuni incontri con il delegato della sindaca al personale, Antonio De Santis, il capo delle risorse umane Renato Marra e la sindaca. Ci fu un incontro plenario anche con consiglieri, presidenti di municipio si cercava di avere informazioni sui dirigenti per dare le nostre preferenze per la macrostruttura. Le informazioni preliminari finivano in un’istruttoria su un brogliaccio compilato da De Santis e Marra, ma poi la sindaca poteva anche disattendere tutta l’istruttoria”. L’ex vicesindaco ha poi proseguito: “Il brogliaccio era composto di fogli A3 molto grandi con dentro la lista di tutti i dirigenti. Non ricordo se erano presenti le fasce stipendiali. La sindaca come tutti noi non conosceva né tutti i dirigenti né tutte le loro qualità, facevamo incontri proprio per avere informazioni e guardare i cv”. “Personalmente – ha continuato ancora Frongia – chiesi anche consigli a qualche dirigente di lungo corso come l’attuale vice segretario Maria Rosa Turchi, e lo stesso Marra, dirigenti che sono lì da molti anni”. Alla sindaca viene contestato dal Pm Francesco Dall’Olio il falso per la risposta inviata alla responsabile anticorruzione di Roma Capitale Maria Rosa Turchi che su richiesta dell’Anac aveva inviato tramite posta elettronica alla Sindaca (e allo stesso Viggiano) una richiesta di chiarimento in merito alla nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo. La Turchi chiese alla Sindaca che ruolo avesse svolto il fratello di Renato, Raffaele nella decisione della nomina, la sindaca rispose che Marra aveva pedissequamente seguito le sue direttive, ma le decisioni erano state prese da lei. Questa dichiarazioni viene contestata come falsa.

Sulla revoca della nomina di Renato Marra è tutto chiaro. “Ritengo che ex post la sindaca abbia valutato negativamente questa nomina in relazione all’aumento della fascia stipendiale. Credo che alla sindaca siano arrivate alcune informazioni successivamente a questa nomina. Forse è stato ritenuto troppo alto l’aumento”. Così ha risposto Daniele Frongia, assessore allo sport del Comune di Roma, nel processo che vede Virginia Raggi imputata di falso documentale in relazione alla nomina alla direzione turismo del Campidoglio del dirigente della polizia municipale Renato Marra dopo un’istruttoria svolta dall’ufficio delle risorse umane e del Personale guidato dal fratello di questo, Raffaele. Frongia che all’epoca dei fatti aveva la delega di vicesindaco ha poi aggiunto: “Alla sindaca spettava la decisione finale in relazione alla nomina di qualunque dirigente. Inevitabilmente finiva per accontentare qualcuno e scontentare altri dopo essersi confrontata con i vari assessori e presidenti di Municipio su promozioni e spostamenti. Io con la sindaca non ho mai parlato di Renato Marra. Era l’assessore Meloni a parlarne spesso perché lo stimava e perché avevano fatto assieme alcune operazioni. Renato era chiamato ‘miniMarra’ per distinguerlo dal fratello”.

Tra l’agosto e settembre 2016 “i rapporti tra Raggi e Raffaele Marra e i miei con lo stesso Raffaele si erano un po’ raffreddati quando sulla stampa uscirono le prime notizie sulla questione immobiliare. Di questo raffreddamento lo stesso Raffaele ebbe modo di lamentarsi. Non c’era però alcuna tensione. Anche logisticamente i rapporti si erano ridotti: quando Marra era nel gabinetto della sindaca, stava a Palazzo Senatorio dove ero rimasto io e c’era la Raggi. Passato al Personale il suo ufficio stava duecento metri più in là in un’altra palazzina”. Anche Luca Viggiano, vice di Marra nel periodo e attuale dirigente del segretariato generale, ha spiegato come si svolse la procedura di “interpello” e l’istruttoria svolta dall’ufficio di Marra. “Indipendentemente dai dirigenti da nominare – ha detto – l’ufficio del Personale non ha alcun potere discrezionale. Alla fine c’è solo la decisione esclusiva del sindaco che è l’organo di vertice dell’amministrazione comunale”. Il 23 ottobre è prevista la deposizione della sindaca Raggi, accusata di aver dichiarato all’allora responsabile dell’anticorruzione in Campidoglio Mariarosa Turchi di aver deciso, lei da sola, ogni dettaglio della nomina di Renato Marra. Circostanza in qualche modo messa in dubbio dalle chat – poi acquisite dagli inquirenti – tra la sindaca e Raffaele Marra, nelle quali Raggi rimproverava al suo ex braccio destro di averla “messa in difficoltà” per la questione dello stipendio assegnato a Renato.

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