Mafia litorale, condannati tutti gli imputati

Il processo riguardava appalti e gestione di alcune spiagge di Ostia

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Roma, piazzale Clodio nel degrado

Sette condanne. Si è concluso con la condanna di tutti gli imputati il processo di “mafia litorale”, relativo alla gestione illecita degli appalti pubblici e alla concessione di stabilimenti balneari lungo il litorale capitolino a partire dal 2012.

I CONDANNATI

Il tribunale di Roma, ottava sezione collegiale, ha dunque accolto nella sostanza le richieste che erano state fatte dal pm Mario Palazzi, che ha coordinato l’inchiesta. La pena più alta è toccata all’ex direttore dell’ufficio tecnico e dell’unità operativa ambiente del Municipio di Osita, Aldo Papalini (8 anni e 6 mesi); 5 anni e 8 mesi sono andati ad Armando Spada; mentre la pena stabilita per il luogotenente della Marina Militare Cosimo Appeso è di 5 anni e 5 mesi di reclusione. Tre anni e quattro mesi di reclusione, infine, per Ferdinando Colloca, Damiano Facioni, consigliere della società “Bluedream srl”, e per Matilde Magno. Cosimo Appeso, inoltre, in base al codice militare è stato degradato. La pena più bassa è stata stabilita per l’imprenditore Angelo Salzano, condannato a otto mesi.

LO STABILIMENTO “ORSA MAGGIORE”

I giudici hanno anche disposto il pagamento di una provvisionale nei confronti del Comune di Roma, della Regione Lazio e dell’associazione antimafia Caponnetto. Gli imputati erano finiti a processo, a seconda delle posizioni, con le accuse di abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falso ideologico, corruzione e concussione, in alcuni casi aggravati dal metodo mafioso. Secondo l’accusa, la vicenda ruota attorno all’affidamento della gestione dello stabilimento balneare “Orsa Maggiore”.

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