Ama, i giornali stressano l’assessora Muraro ma i romani sono ancor più stressati dai rifiuti

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Paola Muraro
Paola Muraro

Fortini se ne va dall’Ama non senza dire la sua, soprattutto sull’impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia che in qualche modo potrebbe risolvere i problemi della monnezza romana dilagante. E lo fa prima chiedendo di farsi audire in commissione Ecomafie e poi rispolverando dossier presentati alla Procura che su quell’impianto di Cerroni è intervenuta su ipotesi di reato per truffa in danno dell’Ama e frode nelle pubbliche forniture. Nel mirino sono finiti tutti gli impianti di Tmb di Rocca Cencia, Malagrotta e Salaria perché gli inquirenti ipotizzano  che quegli impianti abbiano prodotto scarti non conformi alla legge. Dal punto di vista pratico, e lo ha confermato la Regione, l’impianto di Cerroni sarebbe già utilizzabile anche se Fortini ne aveva bloccato l’utilizzo, inizialmente per il suo elevato costo rispetto alle normali tariffe.

RESPONSABILITÀ – Ma oggi, prima delle sue dimissioni annunciate per il 4 agosto, Fortini tira in ballo le responsabilità della neo assessora Paola Muraro, che per oltre 10 anni è stata consulente di Ama proprio per quelle strutture oggi finite sotto la lente dei Pm. Lei si sottrae da ogni responsabilità dichiarando che «era solo una consulente che consiglia non dirige». Eppure per i suoi 120mila euro anno di consulenza, qualcosa avrebbe pur dovuto fiutare sull’andazzo di Ama, prima con Panzironi poi con la Anelli e Fiscon (esclusa la parentesi del milanese Cappelli che invece l’aria l’aveva fiutata e come), alcuni indagati e altri ancora in galera per mafia capitale. Fra l’altro era proprio la Muraro a dover controllare la qualità dei rifiuti in ingresso in tutti gli impianti della municipalizzata compreso quello di Rocca Cencia di Cerroni.

SOTTO STRESS – Ora l’assessora afferma di essere sotto stress per la campagna mediatica nei suoi confronti cui non è abituata e secondo noi potrebbe anche aver ragione, ma andrebbe capito come la sindaca Raggi l’abbia ripescata come assessora dalle nebbie di Ama nonostante questi trascorsi. Un po’ come aveva ripescato dirigenti quali Marra notoriamente legato ad Alemanno prima e Renata Polverini poi, che avrebbe potuto assumere l’incarico di vice capo di gabinetto bloccato last minute e comunque ancora ben presente fra i dirigenti capitolini stimati dalla Raggi. E’ anche evidente che Fortini si vede vanificare sotto il naso una sua strategia per rimettere in piedi Ama, in verità più con dovizia di annunci che di atti, come ad esempio i famosi ecodistretti i cui lavori avrebbero dovuto iniziare lo scorso anno. Quindi su su Rocca Cencia non vuole mollare l’osso all’immarcescibile e ‘supremo’ Cerroni nemico giurato di Ignazio, Estella Marino e Fortini che con la chiusura di Malgrotta e l’esportazione dei rifiuti tal quale al nord e all’estero perché venisse bruciato, credevano di essersela cavata a buon mercato. Talmente chiara è la posizione di Fortini che ancora rispolvera il suo vecchio disegno di accaparrasi tutto il cucuzzaro degli impianti romani di Cerroni (gassificatore di Malagrotta escluso) e invita la sindaca Raggi a sequestrare l’impianto di Rocca Cencia. Come se fosse così facile con una semplice ordinanza del sindaco che non ha i poteri di un soviet, tanto più che l’avvocato nel frattempo e astutamente, ha ceduto la gestione di quell’impianto a terzi consapevole dei suoi guai giudiziari. A questo punto con l’intervento della Procura non si comprende ancora la sorte di Rocca Cencia che potrebbe smaltire almeno mille tonnellate al giorno, ma a parte lo stress, la Muraro non ha ancora esibito un straccio di piano per risolvere l’emergenza rifiuti se non qualche intervista e dichiarazione generica sui giornaloni romani che la starebbero stressando.

SPERANZE – Tutto, secondo lei, si dovrebbe risolvere dal 20 agosto, evidentemente contando  su una sostanziosa riduzione dei rifiuti proprio in coincidenza delle ferie agostane. A questo punto sarebbe importante che l’assessora e la sindaca portassero la questione dei rifiuti in Consiglio, tanto per capire cosa succederà nel prossimo autunno. Ma dal 5 in poi l’aula Giulio Cesare chiuderà per ferie, in barba al permanente controllo democratico della opposizione che alle vacanze non può rinunciare.
Giuliano Longo

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