Roma e provincia record per casi di bullismo. Valeriani: “Con la legge parte la prevenzione”

Intervista al Capogruppo regionale PD e primo firmatario della legge regionale

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“Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione della legge sulla prevenzione e il contrasto del bullismo: ringrazio tutti i consiglieri che hanno contribuito alla formazione di questo provvedimento, permettendo al Lazio di essere la prima regione italiana a dotarsi di una legge contro questo pericoloso fenomeno” dichiara Massimiliano Valeriani, capogruppo regionale del PD e primo firmatario della proposta di legge varata dal Consiglio regionale.

Consigliere Valeriani, il tema del bullismo riguarda tanti ragazzi.
“Recenti studi dell’Osservatorio regionale sul bullismo hanno rilevato che nel Lazio ha raggiunto una diffusione pari al 41,5% degli alunni delle scuole elementari e medie coinvolti come vittime. Il dato più alto tra le cinque province è quello di Roma con il 45,7%. E per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione, vessazione e sopruso, sia di natura fisica che psicologica, messe in atto da parte di un singolo o di un gruppo nei confronti di un altro che viene percepito come più debole e incapace di difendersi”.

Cosa prevede la nuova legge regionale?
“Le finalità sono elencate chiaramente nell’articolo 1 del testo, che si prefigge ‘di tutelare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, di promuovere e sostenere azioni di contrasto del fenomeno del bullismo’. E per azioni di contrasto si intendono progetti volti a creare una cultura della legalità e a sensibilizzare adolescenti, genitori e operatori scolastici verso il problema, per prevenirlo e saperlo riconoscere per poi agire correttamente. Questa legge prevede lo stanziamento di circa 750mila euro nel prossimo triennio con una voce specifica nel bilancio regionale, che finanzi progetti mirati alla prevenzione del bullismo nelle nostre scuole”.

Come verranno coinvolte le istituzioni locali, le scuole, le associazioni e le famiglie?
“I Comuni, siano essi singoli o associati, le istituzioni scolastiche, le aziende del servizio sanitario regionale e le associazioni con certificata esperienza che operano da almeno cinque anni nel campo del disagio sociale sono i soggetti beneficiari dei finanziamenti previsti dalla Regione. Dovranno partecipare all’apposito bando e presentare il loro progetto, che potrà contemplare iniziative di carattere culturale o sportivo, programmi a sostegno degli adolescenti e delle loro famiglie all’uso consapevole di internet, dal momento che sono proprio i social network il mezzo più usato per diffondere video e bravate, offese e scherzi prepotenti ai danni delle vittime designate”.

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