Sanità Lazio, un anno per un ecodoppler

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Se vi capita di aver bisogno di una prestazione specialistica dalla Regione Lazio, o avete un santo nel paradiso della sanità regionale, oppure mettete mano al portafoglio e preparatevi a pagare, questo nonostante i miracoli che l’assessore D’Amato va vantando quotidianamente nei suoi comunicati stampa.

L’assessore, di cui non si comprende l’utilità“ visto che la sanità della nostra regione è ancora commissariata, probabilmente non ha mai contattato il Cup per prenotare una prestazione e anzi, gli auguriamo una salute di ferro per i prossimi 100 anni.

Invece a noi comuni mortali e solleciti contribuenti, accade che per un “ecocardiogramma doppler a riposo” la prima prenotazione ci è stata assegnata per il febbraio dell’anno prossimo nell’area della città di Roma, un mese in meno per Fiumicino o Frosinone. Il che implicherebbe anche spese di viaggio oltre per la prestazione stessa che comunque prevede un ticket spesso consistente. 

Sorte  migliore per una “spirometria globale” cui si può accedere, udite udite, solo a luglio.

Ovviamente se stai molto male ci sono gli efficientissimi pronto soccorso che in 6/8 ore possono intervenire e anche ricoverarti appena c’è un letto libero, salvo casi di particolare urgenza in pericolo di vita.

Si dà il caso che dopo una certa età, incrociamo le dita per evitare gesti osceni, tutto potrebbe tramutarsi in una urgenza e non è certo la povera e gentilissima operatrice in grado di saperlo, al limite spetta al medico di base indicare l’urgenza stessa con esiti probabilmente diversi anche se non ci crediamo molto.

Dato che ciascuno è in grado di giudicare il proprio stato di salute, che altrimenti dal medico nemmeno ci sarebbe andato, è giocoforza usufruire privatamente delle suddette prestazioni.

Quindi che si fa? Hic Rhodus hic salta e prenota privatamente presso qualsiasi laboratorio che in pochi giorni o addirittura ore ti fisserà l’agognato appuntamento.

Si dà tuttavia  il caso tuttavia che magari un par di cento euro a prestazione potrebbero sdraiare il reddito un pensionato a euri 700 mese o un lavoratore che spesso alla fine del mese nemmeno ci arriva. 

Una civiltà non si giudica dal reddito di cittadinanza,  dal pensionamento anticipato o dalla caccia a negri e zingari, ma dalla efficacia e rapidità dei servizi (pagati dai contribuenti) messi a disposizione della collettività. Già la Capitale vanta servizi da terzo mondo (trasporti,monnezza ecc,) per arrivare alla Sanità regionale (che pure vede eccellenze anche a livello europeo) ma quotidianamente  oggetto di lamentele riportate puntualmente dalle cronache locali dei media. 

L’unico conforto (forse) è che in altre regioni “virtuose”(e non le elenchiamo per non offendere nessuno) le cose vanno diversamente. Ma siamo certi che semmai l’assessore avrà modo di leggere questo articolo, ci snocciolerà una serie di dati a testimoniare che il Lazio è all’avanguardia nei tempi di erogazione delle prestazioni specialistiche.

Solo allora capiremo quanto siamo stati sfigati e increduli, bastava giungere le mani e chiedere  l’aiuto di san Camillo De Lellis protettore degli infermieri, ma soprattutto dei dei malati (e degli ‘ammalabili’).

Giuliano Longo

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