Crisi Alitalia, interviene lo Stato. Astorre: «Giù le mani dai lavoratori nel Lazio»

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Potrebbe esserci un futuro pubblico per Alitalia. “Il ministero dell’Economia e le Fs entrano nella nuova compagnia per garantire che non sia ridimensionata”. Lo assicura ai sindacati il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso dell’incontro al Mise. Il ministro ha poi chiarito che quando si parla di operazioni di mercato si parla di partner privati. ma la presenza pubblica garantisce “la salvaguardia dei livelli occupazionali, evita licenziamenti e assicura una strategia per non svendere Alitalia“.

Come ha sottolineato il ministro Di Maio, la partecipazione di Mef e Fs è garanzia affinché si tengano presenti fondamentali principi di tutela dei diritti dei lavoratori e dei livelli occupazionali. Per Di Maio, il nuovo piano industriale della compagnia deve essere lungimirante e ambizioso. “Esprimo grande soddisfazione – sono le parole del ministro- perché Alitalia è vista ancora oggi come grande potenzialità da realtà come Delta e Easyjet”.

RISCHIO ESUBERI

“Su Alitalia si continua a rimandare e a perdere tempo, ma di tempo non ce n’e’ piu'”. Lo dichiara il sindaco di Fiumicino Esterino Montino. “Siamo fortemente preoccupati – prosegue – per il destino della compagnia e dei suoi lavoratori e ci associamo all’appello di accelerare lanciato dai sindacati. Lo abbiamo affermato con il passato Governo, dalle cui decisioni abbiamo nettamente preso le distanze, lo ribadiamo oggi. Sono a rischio circa 5000 persone che vivono sul nostro territorio, sul cui futuro pesa una scure non piu’ sopportabile. Se una mole cosi’ imponente di persone dovesse ritrovarsi improvvisamente senza lavoro, a Fiumicino si aprirebbe una crisi sociale senza precedenti”. “La nostra preoccupazione – spiega il sindaco Montino – e’ alimentata dall’assenza di un piano industriale concreto e dal continuo rinvio di una decisione. Linea che continua a far perdere tempo senza rendersi conto che di tempo non ce n’e’ piu’. Ora si parla di marzo, domani probabilmente di maggio, data delle elezioni europee”. “Ci risulta – aggiunge – che a partire da marzo si cancelleranno 700 voli Alitalia, con lo stop di 10 aerei su 120, pari all’8% dell’operativo. Le nostre informazioni parlano anche di un problema di cassa azzerata. Una situazione drammatica di cui chiediamo con forza di conoscere i dettagli. La stessa disponibilita’ di Lufthansa e’ vincolata al taglio di 3000 posti di lavoro considerati in esubero, che si aggiungono ai 1800 lavoratori e lavoratrici gia’ in cassa integrazione. Di questi ultimi nessuno parla piu’, ma si da’ per scontato che non rientreranno a lavoro”. “Gia’ due anni fa il Comune di Fiumicino ha elaborato una proposta articolata di rilancio dell’azienda – ricorda Montino – Il nostro piano di salvataggio di Alitalia e’ ancora valido e realizzabile e per questo intendiamo rilanciarlo”.

“La prima condizione e’ zero esuberi. Non puo’ passare sulle professionalita’, sui dipendenti di Alitalia il rilancio della compagnia aerea”. Lo scrive in un comunicato il segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre della commissione Lavori Pubblici e Trasporti del Senato. “I tremila esuberi di cui si parla nel dossier Alitalia non possono essere un’ipotesi da prendere in considerazione – aggiunge – Sarebbe un disastro sociale, uno shock per centinaia di famiglie, e per Roma e il Lazio che nell’aeroporto di Fiumicino ha l’hub delle attivita’ di Alitalia, e quindi migliaia di dipendenti”.

Durissimo il Codacons contro il vicepremier Luigi Di Maio che ha annunciato oggi l’intenzione del Governo di far partecipare lo Stato e Fs alla nuova societa’ Alitalia. “Non accetteremo che nemmeno un euro dei soldi della collettivita’ sia utilizzato a fondo perduto per salvare Alitalia – ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e siamo pronti a impugnare al Tar e alla Commissione Europea qualsiasi atto del Governo che vada in tale direzione. Gia’ l’ingresso delle Ferrovie nella compagnia aerea arrechera’ un danno abnorme agli utenti, attraverso un azzeramento della concorrenza tra treni e aerei su numerose tratte, a partire dalla Roma-Milano, e un rincaro delle tariffe”. Se lo Stato dovesse mettere soldi pubblici in Alitalia “il conto per i cittadini diverrebbe astronomico. Ad oggi Alitalia e’ costata, tra salvataggi, prestiti e altri interventi pubblici, la bellezza di 8,6 miliardi di euro solo negli ultimi dieci anni, un conto pari a 358 euro a famiglia: e’ come se ogni singolo italiano, neonati compresi, avesse sborsato 143 euro di tasca propria per il salvataggio della compagnia aerea”. In una nota, l’associazione di consumatori ha annunciato la volonta’ di diffidare il Governo “a realizzare una dettagliata analisi costi-benefici sull’ingresso dello Stato nella compagnia prima di adottare qualsiasi decisione che possa risultare una tragedia per le casse pubbliche”.(

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