Lazio, perchè il passaggio all’Udc di Cavallari rischia di incrinare il patto d’aula alla Pisana

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    Ci sono volute 4 votazioni oggi alla Pisana per eleggere il nuovo presidente del Consiglio, lungaggini che hanno acceso le polemiche e ridisegnato a quanto pare gli equilibri in Aula. Ci sarebbe infatti il passaggio all’Udc del consigliere regionale del Lazio Enrico Cavallari dietro l’incrinatura del patto d’aula, testimoniata dai 26 voti (e non 27) con cui Mauro Buschini e’ stato eletto nuovo presidente della Pisana, dopo le dimissioni di Daniele Leodori. Il patto d’aula era stato stretto questa estate tra i 25 consiglieri del centrosinistra e i due del gruppo Misto, Giuseppe Cangemi (eletto nella lista di Forza Italia e poi diventato vicepresidente del Consiglio in seguito alla sospensione di Adriano Palozzi) e, appunto, Enrico Cavallari (eletto a marzo 2018 nella lista della Lega prima di fuoriuscirne), attuale presidente del Comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi.
    Tuttavia, secondo quanto apprende l’agenzia Dire, Cavallari avrebbe ricevuto indicazione dal suo nuovo partito (che per le elezioni europee si sarebbe ‘federato’ con Forza Italia) di non dare sostegno alla candidatura per Buschini. Da qui, in base ad alcune ricostruzioni, la scheda nulla risultata all’esito della della votazione, che di fatto assottiglia ad un solo voto la maggioranza di cui puo’ disporre in Aula il governatore Nicola Zingaretti.

    Sul caso con una nota stampa oggi la Lega è tornata ad ammonire il presidente della Regione “Ennesima figura barbina, oggi, nell’Aula del Consiglio regionale del Lazio, durante l’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea – afferma in una nota il consigliere regionale della Lega Daniele Giannini. A dimostrazione di quanto abbiamo sempre sostenuto, il governatore di questa Regione non ha mai avuto i numeri per tenere in piedi la sua maggioranza ed e’ giunta l’ora che ne prenda atto una volta per tutte. Rassegni le proprie dimissioni e rimetta nelle mani dei cittadini il nuovo governo del Lazio”.

    L’elezione di Mauro Buschini alla presidenza del Consiglio regionale del Lazio e’ uno dei passaggi del ‘domino’ innescato in Regione dalla decisione del vicepresidente della giunta Massimiliano Smeriglio di candidarsi alle Europee nella lista del Pd di Nicola Zingaretti. Daniele Leodori, presidente del Consiglio uscente, diventera’ vicepresidente della Regione al posto di Smeriglio, non si dimettera’ da consigliere regionale, e assumera’, secondo l’ipotesi che circola in queste ore, la delega ai Rapporti con il Consiglio e al Coordinamento dei fondi europei, ‘ereditando’ inoltre da Smeriglio quella all’Attuazione del programma. Le altre deleghe di Smeriglio saranno a quanto pare suddivise tra gli altri assessori: l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino dovrebbe ottenere anche la Formazione, il Diritto allo Studio e l’Universita’, mentre la Ricerca dovrebbe essere affidata all’assessore allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella.
    Questo mini-rimpasto sara’ formalizzato probabilmente alla prossima riunione di giunta.
    Grandi manovre anche in Consiglio regionale: Buschini lascera’ la poltrona di capogruppo del Pd a Marco Vincenzi, che gia’ in passato aveva ricoperto questo incarico. Attualmente Vincenzi presiede la commissione Bilancio, che sara’ guidata in futuro dal dem Fabio Refrigeri, attualmente presidente della Lavori pubblici che passerebbe, secondo questo schema, a Eugenio Patane’, anch’egli del Pd.

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