Meteo Roma, irruzione polare: nuovo colpo di coda dell’inverno

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    Il weekend del 4 e 5 maggio una potente irruzione di aria gelida polare investira’ in pieno l’Italia portando freddo, temporali e addirittura la neve fino a bassa quota. Il team del sito www.ilmeteo.it avverte che dando uno sguardo allo scacchiere europeo e’ possibile vedere un gelido vortice di bassa pressione alimentato da aria di estrazione polare, un evento decisamente insolito in questa stagione, una sorta di colpo di coda dell’inverno. Gia’ dalla giornata di domani inizieremo a sentire i primi effetti con tante piogge su buona parte delle regioni del Nord e sulla Sicilia. Questo non sara’ altro che il preludio per il peggioramento ben piu’ intenso atteso per sabato con piogge e rovesci temporaleschi praticamente su tutta l’Italia ad eccezione di Liguria e Piemonte. Poi, dalle primissime ore di domenica 5 maggio assisteremo all’ingresso impetuoso di ulteriori venti freddi da Nord con una nuova ondata di maltempo su Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia in estensione poi a tutti i settori del Centro e parte del basso Tirreno. Prestare attenzione ai temporali localmente molto forti e alle burrascose raffiche di vento: di bora sul mar Adriatico e di maestrale su Sardegna e sul resto del mar Tirreno. Le temperature sono previste di conseguenza in brusco calo anche di 10/15 C in pochissimo tempo.
    Antonio Sano’, direttore e fondatore del sito www.ilmeteo.it, avvisa anche del ritorno della neve. Il forte peggioramento che coinvolgera’ tutto il nostro Paese portera’ a insolite nevicate sui settori alpini fino a quote molto basse per la stagione. Domenica sara’ la giornata piu’ a rischio con i fiocchi di neve capaci di imbiancare quote prossime ai 300 metri su molte zone dell’Arco Alpino, specie nelle vallate di confine tra Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Altre nevicate, a tratti abbondanti, colpiranno l’Appennino settentrionale e anche in questo frangente la neve potra’ scendere a quote insolite per il periodo, sotto i 1000 metri.
    Discorso diverso per l’Appennino centro meridionale dove gli episodi nevosi si avranno solo piu’ in alto.

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