Patto federativo fra lo Scarpone di Pirozzi e i FdI della Meloni

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    Non è ufficiale, come ci conferma lo stesso interessato Sergio Pirozzi, ma oggi il quotidiano il Tempo, sempre bene informato sulle cose di destra, pubblica la notizia che l’ex sindaco di Amatrice e candidato alla presidenza della regione Lazio nelle elezioni dello scorso anno,  si appresta a siglare  un patto federativo con i Fratelli della Meloni e la sua lista dello Scarpone. 

    L’operazione, secondo il quotidiano romano verrebbe ufficializzata il 10 maggio in conferenza stampa e Pirozzi “avrà la delega su tutela del territorio, emergenze e grandi rischi, temi di cui già si occupa in qualità di presidente della XII Commissione del Consiglio regionale del Lazio”.

    Insomma, da un certo punto di vista Sergio ritorna a casa perché prima di presentare la sua discussa candidatura per il seggio più alto della Cristoforo Colombo, proveniva proprio dai Fratelli d’Italia dai quali fu espulso proprio per questa sua scelta.

    Va peraltro ricordato che in campagna elettorale i Fratelli gli fecero una guerra spietata (con Rampelli che lo tacciò di incompetenza e inadeguatezza) accusandolo di voler far perdere il centro destra alle regionali e subdorando un patto segreto con Nicola Zingaretti.

    Di fatto i voti alla lista dello Scarpone favorirono la vittoria del centrosinistra e l’atteggiamento di Pirozzi in aula alla Pisana fu segnato da una sua autonomia nei confronti dello schieramento del centro destra a partire da quella mozione di sfiducia nei confronti del governatore che l’ex sindaco non sottoscrisse.

    Nel frattempo fece lavorare la sua commissione partorendo la legge regionale sui grandi rischi che lui vanta quale esempio a livello nazionale per la tutela del territorio.

    Ovviamente il patto federativo con lo Scarpone rappresenta l’impegno della Meloni, accreditata al 5% dei consensi alle Europee, per rastrellare il più possibile voti a destra e ove possibile a Forza Italia, giusto per superare la soglia di sbarramento del 4% che le consente entrare nell’assemblea di Strasburgo.

    La stessa nomina di Francesco Storace a direttore del quotidiano  il Secolo D’Italia, e nient’affatto tenero con Giorgia nel recente passato, rientra in questa strategia che mira anche a frenare la fuga sui territori di esponenti di FdI verso la Lega di Salvini.

    Non è da escludere, ma sono solo voci, che prima di questa decisione Pirozzi non abbia tentato un approccio con la Lega, senza dimenticare che Salvini lo sostenne alla presidenza del Lazio per tutto il centro destra sino all’ultimo mese, quando spuntò il nome del candidato unitario Stefano Parisi.

    Il patto federativo in ogni caso non significa confluenza  del monogruppo dello Scarpone in quello dei FdI alla Pisana lasciando a Pirozzi la presidenza della XII commissione.

    Giuliano Longo

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