Ss Lazio, il capolavoro di Inzaghi: unità di intenti e gruppo coeso

Il mister ha trasformato questa squadra in una macchina perfetta e spettacolare. Nonostante un’infermeria ancora piena, sognare in grande non è un’eresia

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La Ss Lazio festeggia il gol del 3-1 contro il Sassuolo (Foto Paolo Pizzi)
La Ss Lazio festeggia il gol del 3-1 contro il Sassuolo (Foto Paolo Pizzi)

Bella, spettacolare, grintosa e vincente, ma soprattutto SQUADRA. Il maiuscolo non è casuale perché proprio l’essere squadra è la caratteristica della Lazio di Simone Inzaghi. Un gruppo affiatato, ben amalgamato e plasmato alla grande dal mister piacentino.

Il 6-1 di ieri al Sassuolo ne è una dimostrazione. Le sue aquile sono andate sotto, ma hanno saputo reagire alla grande con una ripresa da applausi. Un gruppo di amici che si diverte senza fratture nello spogliatoio e giocatori scontenti. Basta vedere i lunghi abbracci dopo i gol con anche i membri della panchina che schizzano in campo per festeggiare con i compagni. Una situazione impensabile appena sedici mesi fa.

Inzaghi, infatti, si è seduto sulla panchina biancoceleste dopo che Pioli e il caso Bielsa avevano spaccato ambiente e squadra. Dalle ceneri, step by step ha costruito un giocattolo perfetto che funziona alla meraviglia e fa stropicciare gli occhi. Gli addii di Keita e Biglia sono lontani con Lucas Leiva e Luis Alberto che non li hanno fatti assolutamente rimpiangere. Un quarto posto provvisorio in classifica, due successi in Europa League e una Supercoppa Italiana in bacheca sono un bottino per nulla male per un allenatore giovane come lui.

Tutto ciò senza Nani e Felipe Anderson, due armi segrete niente male ancora da apprezzare. Il portoghese ha esordito ieri, mentre per il brasiliano ci vorrà ancora tempo. Inzaghi ha dimostrato di saper fare di necessità virtù, nel suo gruppo sono tutti importanti. Basta prendere Patric rimasto a guardare per un mese e mezzo prima di essere preso in considerazione. Lo spagnolo ha giocato le ultime tre gare in un ruolo non suo, centrale di destra in una difesa a tre, senza demeritare.

A proposito di Spagna, merita una menzione speciale Luis Alberto. Un oggetto misterioso per tutta la scorsa stagione chiusa con appena dieci presenze tra campionato e Coppa Italia e ora titolare inamovibile. L’ex Liverpool ha siglato ieri la sua prima doppietta con l’aquila sul petto, con un gol su punizione magistrale. Non solo lui perché la cura Inzaghi ha rigenerato Radu, trasformato in calciatori veri Strakosha e Milinkovic Savic e rilanciato a grandi livelli Ciro Immobile.

Il sogno ora è la qualificazione in Champions League, Inzaghi ha detto ieri che la sua squadra vuole restare in alto a lungo e a giudicare dalle prestazioni ha ragione. Adesso la sua creatura deve dare l’ultima dimostrazione di maturità continuando a inanellare questa serie di risultati anche dopo la sosta. La classifica è corta e non sono concessi errori. La squadra, il mister e i tifosi ci credono e devono continuare così perché a volte i sogni si avverano.

Antoniomaria Pietoso

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