Ss Lazio, il mese della verità per Simone Inzaghi

Dopo lo splendido successo sul campo della Juve, i biancocelesti fino al derby hanno sei gare decisive tra campionato ed Europa League per capire le reali ambizioni

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Ss Lazio, Simone Inzaghi (Foto Paolo Pizzi
Ss Lazio, Simone Inzaghi (Foto Paolo Pizzi

La Lazio è diventata grande. Il successo dei ragazzi di Inzaghi all’Allianz Stadium contro la Juventus ha permesso ai capitolini di agguantare proprio i bianconeri al terzo posto. Una vittoria che mancava contro i piemontesi in campionato da ben 14 anni. Un tabù sfatato che lancia Lulic e compagni tra le big del campionato. Adesso non si parlerà più di sorpresa perché la Lazio ha dimostrato di essere un grande club capace di giocarsela con tutti. Cambierà l’attenzione e dovranno essere bravi il mister e i suoi ragazzi a restare concentrati.

IL CALENDARIO
Il calendario è benevolo perché, fino alla sosta per i play off delle Nazionali, i romani affronteranno quattro match sulla carta abbordabili. Certo nel calcio mai dire mai, ma Cagliari, Bologna, Benevento e Udinese (la prima e l’ultima gara si giocheranno all’Olimpico, ndr) non sembrano avversarie insormontabili per questa Lazio.

Ecco al termine di questo mini ciclo si potrà fare un bilancio più lucido e capire se i biancocelesti potranno dare fastidio a Napoli, Juventus e Inter per il titolo o se l’Europa (la Champions) resta l’obiettivo reale. In mezzo anche il doppio confronto con il Nizza valido per l’Europa League che potrebbe permettere alle aquile di staccare già il pass per i sedicesimi di finale della competizione.

GRINTA E CUORE
Sei partite da vivere e da giocare con la stessa grinta che Immobile e soci hanno fatto vedere a Torino. Un ardore e uno spirito di squadra che ha fatto la differenza e che è il punto di forza di questa squadra.

Il 18 novembre ci sarà poi il derby contro la Roma di Eusebio Di Francesco, al momento staccata di quattro punti ma con una partita da recuperare. Mantenere o incrementare il vantaggio sarebbe davvero un bel segnale per la piazza. Troppo spesso i predecessori di Inzaghi hanno fallito la seconda stagione e Simone fin dal primo giorno di ritiro ha ripetuto di voler evitare proprio questa possibilità.

L’allenatore può anche sorridere perché l’infermeria si sta via via svuotando. Nani e Bastos sono tornati e presto toccherà a Basta, Wallace e (soprattutto) Felipe Anderson. Il brasiliano, che ancora non ha giocato un match ufficiale, potrebbe essere e l’arma in più proprio in questo mese di fuoco che attende lui e i suoi compagni. Trentadue giorni e sei gare per capire se la Lazio può sognare in grande o in grandissimo.

Antoniomaria Pietoso

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