Lazio, contro tutto e contro tutti. Giacomelli sui social finisce nel mirino

La società biancoceleste protesta vibratamente per le ultime decisioni arbitrali. Mercoledì allenamento a porte aperte alla vigilia del match con il Cittadella, obiettivo fare muro con i tifosi

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Lazio-Torino, proteste (Foto Paolo Pizzi)
Lazio-Torino, proteste (Foto Paolo Pizzi)

Era la partita più importante della stagione. I pareggi di Inter, Napoli, Juventus e Roma regalavano alla Lazio l’occasione ghiotta di guadagnare due punti su tutte le dirette concorrenti. All’Olimpico arrivava un Torino in crisi e afflitto da pareggite. La partita non è semplice, ma la Lazio la imposta bene. Soffre all’inizio, ma poi cresce col trascorrere dei minuti. Il minuto decisivo è il 44’ quando Immobile riceve palla in area e crossa trovando sulla sua traiettoria il braccio esageratamente alto di Iago Falque. L’arbitro Giacomelli è lì, ma lascia correre.

L’azione prosegue e Luis Alberto libera Ciro che di rabbia centra il palo. L’attaccante biancoceleste è  furibondo e protesta vibratamente arrivando allo scontro con Burdisso. Un faccia a faccia come se ne vedono tanti. Il fischietto di Trieste indica il Var, tutti si aspettano che assegni il penalty alle aquile, ma incredibilmente espelle la punta. Le polemiche sono vibranti e di fatto la gara termina lì. Nella ripresa la rabbia regna sovrana e ne approfittano i granata espugnando l’Olimpico per 3-1 dopo ben 24 anni.

PROTESTE E REAZIONI LAZIO

La squadra di Inzaghi reagisce subito. Luis Alberto, Parolo, Tare, Diaconale e il mister biancoceleste parlano di una serie incredibile di episodi contrari. Si va dal derby (rigore dubbio, gestione cartellini e utilizzo del Var a intermittenza, ndr), alla gara di ieri passando per le sfide con Fiorentina (mancato rigore concesso a Parolo e assegnato alla viola per un contatto dubbio tra Caicedo e Pezzella, ndr) e Sampdoria (mancato penalty per fallo di mano di Bereszyński, ndr). Una serie incredibile di episodi favorevoli che la società ha voluto sottolineare.

“C’è malafede evidente. Se non ci vogliono basta dirlo e giochiamo solo in Europa League. Non possiamo pensare che tutto sia casuale” ha tuonato Arturo Diaconale, portavoce del club. La Lazio ha deciso di fare quadrato intorno a lei e mercoledì, alla vigilia del match contro il Cittadella di Coppa Italia, la squadra si allenerà a Formello a porte aperte. Un modo per far sentire ai ragazzi di Inzaghi la vicinanza della propria gente.  Bisogna reagire subito perché nonostante i punti persi, la classifica resta corta e non c’è tempo per fasciarsi la testa.

POLEMICHE SOCIAL PER GIACOMELLI

I tifosi biancocelesti sono imbufaliti contro l’AIA. Dopo Massa e Fabbri, la rabbia si riversa su Giacomelli e Di Bello. Due nomi che già in passato avevano fatto arrabbiare il popolo laziale. Il fischietto di Trieste era l’addetto alla Var nella sfida del Ferraris, mentre lunedì sera era l’arbitro titolare. Come se quanto accaduto all’Olimpico non bastasse, ci hanno pensato i social ad alimentare la polemica. Su Facebook è spuntato il profilo privato del direttore di gara con il nome di Jack O’Melly. Tra le immagini di copertina spunta una foto di Totti e anche altre foto  hanno fra i commenti chiari riferimenti all’ex capitano giallorosso.

Stessa situazione per un bar della sua città di cui era socio e che più e più volte ha scelto il numero dieci della Roma come suo simbolo. Il tutto condiviso sul profilo del direttore di gara. Il regolamento dell’Aia parla chiaro: gli arbitri possono avere profili social a patto che non parlino di calcio. Evidente che il direttore di gara non abbia rispettato le regole anche se l’account è stato prontamente chiuso. La gente laziale continua a protestare, ma è tempo di compattarsi e ripartire perché tutto è ancora in ballo.

Antoniomaria Pietoso

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