Lazio – Juventus, quando il calcio è ingiusto (o forse no)

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Il posticipo della domenica premia oltre i propri meriti i bianconeri che con mezzo tiro in porta sbancano l’Olimpico. La squadra di Inzaghi gioca una delle più belle partite degli ultimi anni, ma non basta. La mentalità vincente fa ancora la differenza…

 

Bella, a tratti bellissima. La Lazio di Simone Inzaghi ha incantato l’Olimpico e gli spettatori della sfida con la Juventus. Il risultato, però, premia ancora la Vecchia Signora che per il terzo anno consecutivo torna dalla Capitale con il bottino pieno, ma senza incantare. Anzi, per oltre 70 minuti i biancocelesti hanno fermato qualsiasi iniziativa ospite. Basti pensare che erano da oltre 15 anni che Chiellini e compagni non chiudevano una prima frazione senza tiri in porta effettuati. La Lazio fantasia con Correa, Immobile, Milinkovic Savic e Luis Alberto faceva stropicciare gli occhi e scaldare il cuore dei tifosi. L’autorete di Emre Can premiava giustamente gli sforzi dei capitolini e li portavano a -5 dal terzo posto. Il mancato colpo del ko, con la rete sbagliata da Immobile poco dopo, ricaricava la Juventus. Ai piemontesi sono bastati 20 minuti per vincere, aiutati molto dalle scelte di Allegri. Gli inserimenti di Bernardeschi e Cancelo hanno cambiato il match, non si può dire lo stesso per i cambi di Inzaghi. Le assenze di Acerbi e Marusic hanno tolto alternative (come esterno destro è stato scelto Parolo), però forse si poteva e doveva fare meglio.

MENTALITA’ E QUALITA’ – La Lazio meritava di più, è vero. Paga forse troppo cara la trattenuta di Lulic nel finale che è costata il rigore trasformato con freddezza da Cristiano Ronaldo. C’è da dire che le aquile hanno messo insieme appena 2 punti contro le prime 8 in classifica. Numeri impensabili per una squadra che vuole andare in Champions. Le grandi squadre sanno come vincere queste partite e la Juventus lo ha dimostrato anche domenica, nulla accade per caso. Per organico, mentalità, budget e qualità della rosa non si possono paragonare i due club anche se in campo a lungo sembrava il contrario. Alla Lazio manca ancora qualcosa per fare quel definitivo salto e potersela veramente giocare con tutti.  Qualcosa o qualcuno che potrebbe arrivare dalla sessione invernale del calciomercato.

MERCATO ANCORA APERTO – La Nord ha chiesto a gran voce qualche rinforzo. “Basta con l’alibi delle cessioni, per la coppa servono i campioni” lo striscione esposto dal cuore del tifo biancoceleste. Sulle corsie esterne in particolare la rosa avrebbe bisogno di qualche ritocco, ma al momento tutto è fermo e la casella degli affari in entrata resta vuota. Il mercato si è mosso molto in uscita. Hanno lasciato Formello Lombardi, Rossi, Minala e Caceres, mentre in dirittura di arrivo ci sono anche le partenze di Murgia e Filippini. Saltato il trasferimento di Lukaku al Newcastle, rimangono solo Basta e Morrison da piazzare. C’è tempo fino a giovedì a mezzanotte per trovare una sistemazione ai giocatori fuori dal progetto di Inzaghi e provare a rinforzare l’organico. Prima della gara con la Juve, Tare ha aperto a qualche operazione: “Vedremo nelle prossime ore, abbiamo avuto anche degli infortuni”. Zappacosta resta il sogno, ma il Chelsea non si muove dalla richiesta di prestito con obbligo di riscatto fissato a 18 milioni, cifra considerata troppo alta dalla Lazio. Non sono escluse possibili sorprese nel rush finale che potrebbero aiutare le aquile a risalire.  Lulic e compagni sono scivolati in settima posizione insieme all’Atalanta, ma il quarto posto è ad appena tre punti. Dopo la beffa dello scorso anno non si può e non si deve sbagliare, perché nel calcio è importante giocare bene ma bisogna anche vincere. E alla fine a vincere è sempre la più forte, come dimostra la Juventus.

 

Antoniomaria Pietoso

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