Sister Act, il musical dall’atmosfera frizzante. Impossibile non esserne travolti

In scena al teatro Brancaccio fino al 24 gennaio. Con Belìa Martin, Pino Strabioli, Suor Cristina e Francesca Taverni

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Deloris o suor Maria Claretta, chiamatela come volete, è sempre un vulcano. Sia che indossi lustrini e stivaloni sia che porti l’abito da suora. Il musical Sister Act, al teatro Brancaccio fino al 24 gennaio (e dal 26 dicembre con suor Cristina nei panni di suor Maria Roberta), ti travolge con i suoi dialoghi semplici e rapidi, con le musiche e le canzoni che non ti permettono di restare fermo in poltrona, anzi ti fanno venire proprio voglia di ballare, di tenere il ritmo con mani e piedi.

Uno spettacolo unico che anche a Roma sta confermando il successo che ha ottenuto all’estero. È tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg, la svitata in abito da suora, ed è un progetto fortemente voluto dal direttore artistico del Teatro Brancaccio, Alessandro Longobardi, e firmato Viola Produzioni in collaborazione con Compagnia della Rancia.

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Un musical divertente, adatto a tutta la famiglia, che mette allegria e ti coinvolge in un’atmosfera sempre frizzante e dinamica. Belle le musiche che spaziano dal soul al funky, alla disco anni ’70, e ancora a ballate pop, cori gospel e armonie polifoniche. Straordinarie anche le voci e non solo quelle dei protagonisti.

Sorprendente la madrilena di origini cubane Belìa Martin, che veste i panni di Deloris, simpatica nel suo accento spagnolo, potente e sensuale nella voce; brillante anche Pino Strabioli (Monsignor O’Hara); e impressionante la capacità di suor Cristina di esibirsi in canti e balli e di calarsi perfettamente nel ruolo di suor Roberta (a portare in scena questo personaggio si alterna anche Veronica Appeddu nei giorni in cui suor Cristina ha impegni in convento).

Strappano applausi a scena aperta Francesca Taverni (Madre Superiora), Felice Casciano (Curtis, il gangster) e l’esordiente Marco Trespioli (commissario Eddie). Sorprese in alcuni casi e gradite conferme in altri. Ti colpiscono i costumi (scintillanti soprattutto nel finale), le scenografie (imponenti, ma i cambi di scena sono fluidi e sensazionali), ma è tutta la macchina a funzionare in maniera impeccabile. Da non perdere!

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