The deep blue sea: intelligente regia di Luca Zingaretti

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Sai cosa significa “Le vice Anglais?” – il vizio inglese – davvero? Non flagellazione, non pederastia – qualunque cosa i francesi credano che sia. È il nostro rifiuto di ammettere le nostre emozioni. (T. Rattingan)

(frase francese che significa sadomasochismo)

Di emozioni parla la piece The deep blue sea che fu scritta dal famoso scrittore Terence Rattigan nel 1952 ed è basato in parte sulla sua relazione segreta con Kenny Morgan e sulle conseguenze successive alla fine della loro relazione. La piece fu rappresentata per la prima volta a Londra il 6 Marzo 1952 e ripresa nel 2016 dal National Theatre. Luca Zingaretti, alla sua seconda regia, ha visto la rappresentazione a Londra ed ha deciso di dirigere la moglie Luisa Ranieri, napoletana, tornata a teatro dopo 10 anni in questa prova d’attrice. ‘È un testo che parla della straordinaria capacità delle donne di darsi in amore, lasciarsi andare completamente, ma anche della capacità di voltare pagina e di riprendersi’ dice Zingaretti.

La disperazione di un matrimonio fallito, ed in particolare la questione dell’identità pervade questa opera teatrale, rappresentata più volte, al cinema ed a teatro, con grandi attrici che si sono cimentate nel ruolo di Hester Collyer Page, che ha lasciato da pochi mesi la casa del marito giudice per buttarsi nella relazione con un ex pilota della RAF, alcolizzato, che la ama a modo suo ma che non potrà mai ricambiare l’amore disperato che lei gli da e pretende. Qual è la differenza tra l’inferno che sta vivendo ed un azzurro mare profondo? Meglio la seconda, dice Hester parlando con il vicino che le ha salvato la vita, dopo aver tentato il suicidio con tanto di lettera d’addio.

Ma non fa i conti con la sua imperizia, e ingoia poche aspirine ed apre il gas senza controllare che il rubinetto funzioni, dimostrando così che anche in questo non riesce ad essere credibile.. la situazione precipita. L’amante Freddie capisce finalmente quanto per lui sia impossibile soddisfare un bisogno d’amore così forte e scappa, l’ex marito Sir William Collyer, chiamato da un vicino, accorre sperando di riportarla a casa e si sente nuovamente e definitivamente rifiutare. Ormai la situazione è precipitata, i vicini sanno chi è, e lei stessa capisce con l’aiuto di Mr. Miller,un medico radiato dalla professione sulla trentina, uomo duro e talvolta brutalmente onesto, che deve ricominciare da dove aveva lasciato il suo essere veramente se stessa. E’ Miller che le indica la strada per un futuro da costruire, finalmente libera. Questo suo talento lei l’aveva ignorato per diventare una donna socialmente accettata con un matrimonio in cui l’amore non aveva posto ma che le avrebbe garantito la tranquillità economica e, soprattutto un ruolo nella società che con il suo gesto aveva buttato via.

Questo negli anno ’50 era un vero e proprio attacco al perbenismo di facciata della società inglese. Impossibile allora, forse anche adesso, accettare una donna che ha lasciato suo marito per trasferirsi con il suo amante senza pensarci su. Chi ha fatto questa scelta spesso si ritrova senza un uomo che la ama a causa di un atto che ha causato sofferenze e conseguenze estreme. Hester l’ha imparato a sue spese ma vede un’uscita, forse per tante donne non è così..

Certo che un’algida donna inglese interpretata da un’attrice napoletana passionale come la Ranieri è stata una bella sfida ma il risultato valeva la pena. Sulla scena insieme alla Ranieri Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Alessia Giuliani, Flavio Furno, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa, Giovanni Serratore.

Musica e scenografia bellissime, attori misurati, regia coinvolgente, applausi ripetuti.

Anna Maria Felici

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