Disastro alla Balduina, chiesta azione risarcitoria

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Un boato alle 17.30. E tre automobili parcheggiate sul lato della strada sono state inghiottite nel vuoto. Paura alla Balduina dove si è verificata una grossa voragine stradale.

“Il dissesto sì è al momento stabilizzato ma temo che ci vorranno diversi giorni per il rientro a casa dei 22 nuclei famigliari che sono stati evacuati ieri” dopo che in via Andronico, angolo via Lattanzio, a Balduina una strada è precipitata in prossimità di un cantiere. Ad affermarlo all’Adnkronos è il responsabile dei Vigili del Fuoco, Paolo Parlani, facendo il punto della situazione dopo gli eventi che si sono verificati nel tardo pomeriggio di ieri. “I geologi de La Sapienza stanno facendo delle verifiche con una speciale strumentazione sia sul fronte della frana che sul fronte dei fabbricati. Una strumentazione che permette anche di verificare spostamenti millimetrici”, spiega Parlani. In quella strada, rileva, “è stata interrotta sia l’acqua che il gas. L’Acea ha mandato una autobotte. E’ chiaro il disagio per le famiglie e gli abitanti del quartiere”, sottolinea Parlani.

Una azione risarcitoria collettiva per tutti gli abitanti di via Livio Andronico e del quartiere Balduina, a Roma, finalizzata ad ottenere il risarcimento dei danni. A lanciarla il Codacons, dopo la voragine che ieri ha inghiottito diverse auto e che avrebbe potuto provocare una strage. ”Pubblicheremo oggi sul nostro sito il modulo attraverso il quale i residenti della zona e tutti gli automobilisti che percorrono quotidianamente la strada teatro dell’incidente possono costituirsi parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma – spiega il presidente Carlo Rienzi – Si tratta di un passo indispensabile per essere riconosciuti soggetti lesi dai reati che saranno accertati dalla magistratura, e per avanzare richiesta di indennizzo nei confronti dei responsabili della voragine, in relazione ai potenziali pericoli corsi sul fronte della sicurezza pubblica e dell’incolumità personale”. Il Codacons, che si costituirà parte offesa nell’indagine in rappresentanza di tutta la collettività, con un esposto chiede inoltre alla Procura di “indagare per il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti previsto dall’art. 432 Codice penale secondo cui ‘Chiunque pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria, è punito con la reclusione da uno a cinque anni'”.

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