Asl Roma 4: Hospice oncologico, 125 ricoveri da marzo a dicembre

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L’Hospice Carlo Chenis, è stato inaugurato a febbraio del 2018, ed è il primo Hospice oncologico completamente pubblico, della Regione Lazio.

Il primo Hospice pubblico per l’erogazione delle cure palliative è stato fortemente voluto, e creato grazie alla collaborazione tra la Curia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, la Asl Roma 4, Provincia di Roma, Regione Lazio, Sindaci, e le più importanti istituzioni e associazioni del Territorio, come la Adamo Onlus. Dalla inaugurazione ad oggi, molte iniziative vi si sono svolte: concerti, mostre pittoriche, messe dedicate, canti, donazioni da parte delle associazioni del territorio, corsi e negli ultimi gironi iniziative dedicate al Natale.

Cosa accade dentro l’Hospice? Questo luogo immerso nel verde dove si passano gli ultimi giorni della propria vita?Molti potrebbero pensare ti trovare un luogo dove si sente l’odore della morte, pervaso di tristezza e rassegnazione, ma già entrando dalla porta ci si deve ricredere. L’aria che si respira all’Hospice è quella di una vera famiglia. Come ci ha ricordato la testimonianza della signora Viviana, presso L’hospice ci si sente a casa, e la dolcezza accompagnata dalla competenza del personale, accompagna il malato e la sua famiglia in un percorso positivo, di speranza, dialogo e armonia. In un’era in cui la fretta la fa da padrona, spesso i tempi della “morte lenta” non cono compatibili né compresi dalla società. All’Hospice il tempo scorre con rispetto, la persona e le sue necessità sono al centro dell’attenzione di tutti, non ci si sente soli, mai. Questa è la filosofia principale che nutre il rapporto che si va ad instaurare tra il personale dedicato, il malato e la sua famiglia. Un vero e proprio “nuovo nucleo famigliare”.

125 ricoverati, da marzo a dicembre, provenienti da Roma, Viterbo Tarquinia, ma anche Verona. Di questi 125, 36 sono stati quelli domiciliari.

Una realtà che ci voleva, che dà respiro e speranza, ma soprattutto umanità.

La struttura, in comodato d’uso gratuito, è di proprietà di Città metropolitana, e metterà a disposizione 10 posti residenziali e 40 domiciliari, le cui saranno integrate ed interfacciate con il trattamento a domicilio e rivolte prioritariamente ai pazienti in fase terminale che necessitano di assistenza medica ed infermieristica specifica di entità tale da non poter essere erogata temporaneamente e/o stabilmente a domicilio.

La documentazione clinica infermieristica è stata lavorata sulla base dei modelli della Gordon e prevede la presa in carico del paziente per i bisogni infermieristici e la pianificazione assistenziale.

E’ stato previsto per il paziente un ambiente accogliente il più possibile vicino ad una vera casa, con la presenza dei propri cari, degli animali domestici e dell’assistenza spirituale per la quale è prevista la sala multiconfessionale.

L’associazione Adamo si occuperà dei trasporti in ambulanza o con pulmino da casa alla struttura una volta a settimana, accoglienza pazienti e familiari, lettura di testi, servizio biblioteca, animazione, piccoli lavori da espletarsi con attività di laboratorio; musicoterapia.

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