“Petaloso”, cosa significa (e da dove viene) questa parola

L'incredibile storia del termine inventato da un bambino di 8 anni

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Dopo “selfie”, “virale” e “pentastellato” una nuova parola potrebbe fare presto il suo ingresso nella lingua italiana. Si tratta del termine “petaloso”, coniato da un bambino di 8 anni che frequenta la terza elementare, Matteo, per definire un fiore con tanti petali e approvato nientepopodiméno che dall’Accademia della Crusca, coi complimenti del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Il termine è finito tra i “TT”, i trending topic di Twitter, cioè gli argomenti più popolari e di tendenza, e sembra lanciatissimo a fare il suo ingresso nei vocabolari d’italiano. Come si è arrivati a tutto questo?

LA STORIA DELLA PAROLA “PETALOSO”

La parola “petaloso” è nata in una scuola elementare, la “Oreste Marchesi” di Copparo, in provincia di Ferrara, durante un lavoro dei bambini sugli aggettivi. La loro maestra Margherita Aurora, rimasta colpita dall’efficacia di quell’attributo inesistente, ha deciso di proporlo all’Accademia della Crusca, come racconta lei stessa su Facebook. “Qualche settimana fa – ha scritto sul social network –, durante un lavoro sugli aggettivi, un mio alunno ha scritto di un fiore che era ‘petaloso’. La parola, benché inesistente, mi é piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo”. La lettera, scritta dal piccolo Matteo con l’aiuto della maestra, ha avuto ieri, martedì 23 febbraio, una risposta dagli studiosi della Crusca che hanno valutato quel curioso aggettivo valutato “bello e chiaro”. “Tu – hanno scritto – hai messo insieme petalo+oso= pieno di petali e allo stesso modo in italiano ci sono pelo+oso= pieno di peli e coraggio+oso= pieno di coraggio”. Quanto alla domanda, posta dal piccolo Matteo, su “come fa una nuova parola a entrare nel vocabolario?”, hanno spiegato che “una parola entra nel vocabolario se tante persone la usano e la capiscono e tante persone cominceranno a dire e scrivere ‘Com’è petaloso questo fiore!’ o come suggerisci tu ‘Le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi’. Non sono gli studiosi a decidere quali parole nuove sono elle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti) allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario”.

L’HASHTAG #PETALOSO E I TWEET DI RENZI E GIANNINI

Così, per dare una mano al piccolo Matteo, su Twitter è stato lanciato l’hashtag #petaloso, ripreso in pochissimo tempo da centinaia di persone. Lo stesso primo ministro Matteo Renzi ha contribuito alla causa, twittando: “Grazie al piccolo Matteo, grazie Accademia della Crusca una storia bella, una parola nuova #petaloso”. A breve è arrivato anche il cinguettio del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: “Bravo Matteo – ha scritto –. La lingua è creatività e luogo di libertà #petaloso @AccademiaCrusca”. Non potevano mancare i “the JackaL” che, attraverso la loro pagina Facebook, hanno rilanciato con consueta ironia, chiedendosi scherzosamente “Dov’era lo stato quando Antonio Banderas scriveva all’Accademia della Crusca?” e postando una spassosa lettera-parodia incentrata sulla parola “inzupposo”.inzupposo, petaloso, the jackal