Milena Gabanelli dice addio alla Rai. Respinta la doppia offerta

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Milena Gabanelli ha deciso di interrompere il contratto di lavoro firmato con la Rai solo nove mesi fa e di respingere l’offerta della Direzione generale di svolgere il prestigioso incarico di condirettore di Rainews24, con la delega allo sviluppo del portale web (con 45 giornalisti, una nuova grafica e il contributo di tutte le testate) e insieme di ritornare in video con Report, la trasmissione da lei resa celebre. La Rai esprime amarezza per la decisione.

“Una doppia offerta che doveva rappresentare il momento di passaggio verso la nascita di una testata web autonoma – si legge in una nota Rai -,  i cui tempi di realizzazione sono oggi fissati dal nuovo contratto di servizio approvato dal Cda Rai e presto al vaglio della Commissione parlamentare di vigilanza. Una proposta peraltro molto più avanzata rispetto a quella che la stessa Gabanelli accettò nel gennaio scorso dal precedente Dg Antonio Campo Dall’Orto come vice direttore all’Offerta informativa con delega per il digitale”.
La Gabanelli ha spiegato che le condizioni proposte non permettono di produrre risultati apprezzabili. E così dopo aver lasciato Report, ora decide anche di dire addio alla Rai.

Michele Anzaldi, deputato del Pd e Segretario della Commissione parlamentare di vigilanza Rai,  intervenuto di Radio Cusano Campus. E alla domanda “Caso Gabanelli come l’editto bulgaro di Berlusconi?” ha risposto: “Imparagonabili i casi di Biagi e Santoro, epurati da un editto di Berlusconi, con quello della Gabanelli, che invece si è dimessa per divergenze su questioni editoriali. Ricordiamoci poi che Renzi non è più Presidente del Consiglio, ma al di là di questo, mi dite una trasmissione filogovernativa in Rai? Tanto è vero che quando Renzi vuole comunicare qualcosa va nelle tv private, non cerchiamo i fantasmi. In questa legislatura per la prima volta il governo è fuori dalla Rai. Non si capisce qual è la verità sul caso Gabanelli, basterebbe che lei facesse un po’ di chiarezza, basterebbe un po’ di trasparenza”.