Sacrificio d’amore: storia, cast e segreti della nuova fiction di Canale 5

Dall’ 8 dicembre, in prima serata: solo un grande amore è capace di un grande sacrificio

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Il cast di Sacrificio d'amore (Foto Paolo Pizzi)
Il cast di Sacrificio d'amore (Foto Paolo Pizzi)

Un amore folle e impossibile che non conosce ragioni. Un uomo disposto a tutto pur di salvare il suo matrimonio e le apparenze. “SACRIFICIO D’AMORE” è un grande romanzo popolare prodotto da Mediaset per il prime time di Canale 5, 21 puntate realizzate da Endemol Shine Italy, in onda dall’8 dicembre, con Francesco Arca, Francesca Valtorta, Giorgio Lupano.

La sigla “Sacrificio d’Amore” è stata affidata a una delle voci più emozionanti del panorama musicale, Mina, un brano inedito, a cura di Massimiliano Pani e Lele Cerri.

LE DICHIARAZIONI

Daniele Cesarano (direttore fiction Mediaset): “Da venerdì 8  dicembre arriva in prima serata un prodotto importante, lungo e ben fatto. E’ il racconto di una passione ma anche di un periodo particolare della nostra storia. Un contesto non facile da narrare,che fa bene e appassiona oltre l’amore”.

Daniele Carnacina (direttore artistico): “C’è un triangolo amoroso alla base della storia, il tema centrale è quello del sacrificio. Tutti i personaggi hanno un forte senso di sacrificio, senso del dovere contrapposto alla legge del desiderio. Raccontiamo il periodo intorno al 1912-13, due anni che precedono la guerra, in cui le persone avevano il desiderio di trovare un posto nel mondo, un miglioramento, e nella trama c’è spazio anche per i rapporti sentimentali. La fiction è stata girata in pochi mesi, tra Carrara, Torino e la vera zona delle trincee. A fare da sfondo la canzone della sigla interpretata da Mina”.

LA STORIA

“Sacrificio d’Amore” è una storia italiana in costume ambientata nel 1913, nello spettacolare paesaggio, unico al mondo, delle cave di marmo di Carrara. Dall’ultimo anno della Belle Epoque, attraverso l’inferno della Prima Guerra Mondiale, i protagonisti vivranno le loro passioni con una potenza dirompente, come l’epicità di quell’epoca straordinaria.

Sullo sfondo di rivolte sociali e lotte di classe, in un’Italia a un passo dal baratro della Prima Guerra Mondiale, due appassionanti storie d’amore e un grande sacrificio: la travolgente passione tra Brando Prizzi (Francesco Arca) giovane cavatore idealista che si batte per i diritti dei lavoratori e Silvia (Francesca Valtorta) una donna bella e emancipata, moglie di Corrado Corradi (Giorgio Lupano), ingegnere minerario, illuminato e brillante ma, al tempo stesso, legato alle tradizioni che l’epoca impone. Secondogenito di una delle famiglie più in vista di Carrara, Corrado, è il proprietario delle cave di marmo di Colonnata dove Brando lavora come lizzatore, una delle mansioni più pericolose.

L’arrivo del ciclone Brando nel mondo perfetto della famiglia Corradi, non solo stravolgerà l’esistenza di Silvia ma scardinerà i saldi pilastri dell’esistenza di suo marito. Brando Prizzi e Silvia Corradi appartengono a mondi diversi ma il sentimento che li lega, in perenne conflitto tra cuore e ragione, prevale su tutto e solo la morte potrebbe impedirlo.

Il sentimento di vendetta e rivalsa porterà Corrado a scoprire i lati più oscuri e inquietanti del suo animo, sentimenti bassi e infimi ancora inesplorati. La rivalità tra i due non sarà solo per Silvia ma tra loro inizierà una guerra sociale.

Poi ci sarà l’amore puro di due giovani idealisti, Tommaso Fabiani (Rocco Giusti) precettore del piccolo Simone (Tommaso De Tuddo), figlio di Silvia e Corrado, e Maddalena Prizzi (Desirèe Noferini) domestica a servizio nella Villa dei Corradi. Questo amore sarà messo a dura prova dall’avidità e dalle mire della Signorina Maffei (Sara D’Amario), governante della Villa, una donna irreprensibile che ha sempre vissuto all’ombra dei suoi doveri e, per troppo tempo, ha represso le proprie emozioni. L’amore morboso per il nipote Tommaso la porterà a commettere azioni dalle conseguenze nefaste.

A muovere le pedine delle alte sfere della politica e a dettare le regole nella famiglia Corradi è Leopoldo (Paolo Malco) il patriarca, arrogante e avido di potere non perde occasione per attaccare il primogenito Alberto, (Ruben Rigillo), fratello di Corrado, che considera privo di carattere. Alberto, sposato con l’aristocratica Guendalina Volpi, (Gaia Messerklinger), una donna complessa e ambiziosa, sarà travolto da un evento inaspettato che sconvolgerà la sua esistenza e ribalterà quella che sembrava essere una vita condannata alla monotonia. Per nulla monotona, invece, la vita del giovane medico Alessandro Lucchesi (Luca Bastianello), figlio dell’anarchico Annibale (Luca Biagini), medico al ‘Santa Corona’, un ospedale per proletari dove finiscono gran parte dei malati polmonari e le donne che partoriscono figli illegittimi. Il Dottor Lucchesi, che esercita la sua professione come una missione, è un giovane schietto e determinato, in perenne conflitto con Suor Agnese (Antonella Fattori) Direttrice dell’ospedale, una donna arida, affascinata dal potere e senza freni morali, custode di segreti e nefandezze che riguardano tante famiglie potenti della zona. Una verità per troppo tempo nascosta porterà Alessandro a un viaggio verso l’inferno.

 

L’AMBIENTAZIONE

L’ambientazione principale è costituita dalle cave di marmo di Carrara, un sito unico al mondo, che con la sua maestosità ben sottolinea le grandi passioni che la storia racconta. Altre due location importanti sono un sanatorio di lusso sulle Alpi svizzere, che ricorda la Montagna Incantata, e l’altopiano di Asiago, dove si vivranno i momenti più significativi dei protagonisti durante la Grande Guerra.

Direttore della fotografia è Claudio Bellero mentre la regia è curata da: Giovanni Barbaro, Alessandro Capone, Marco Maccaferri Fabrizio Portalupi, Michele Rovini unitamente al Direttore Artistico della serie Daniele Carnacina. Lo scenografo Maurizio Kovacs ha minuziosamente ricostruito nei 1.700 metri quadrati degli studios di Telecittà, alle porte di Torino, tutte le ambientazioni interne. La colonna sonora è realizzata da Massimiliano Pani e Franco Serafini.

Sacrificio d’Amore è stata girata  tra le imponenti cave della storica famiglia Corsi che da più di duecento anni lavora il marmo a Colonnata, nel Comune di Carrara e negli spettacolari Laboratori Artistici Nicoli, insigniti del titolo di Sito Unesco. Le scene ambientate durante la prima guerra mondiale sono state girate nelle suggestive trincee austriache nell’Altopiano di Asiago. Tantissime le locations in esterna, in Piemonte, che hanno accolto le riprese di questa nuova serie, in primis la città di Torino, il chiostro dell’Università degli Studi, le vie e la Piazza del Comune di Agliè e il  suo favoloso castello, il Comune di Mazzè, il Castello di Mercenasco fino agli alpeggi di Carema.  Più di 300 le ambientazioni trovate dai location manager Samuela Li Calzi e Marco Grecchi, tra case, ville, chiese, strade, campagne, sentieri.             

I COSTUMI, LA CURA NEI DETTAGLI            

Curati da  Annamode costumes con la  collaborazione di  Rosanna Monti che, per la serie, ha appositamente disegnato più di 160 abiti.

Per le 21 puntate di Sacrificio d’Amore sono stati utilizzati oltre 2.500 costumi. Per le scene corali le costumiste hanno vestito, in un solo giorno, oltre 100 tra attori e comparse. I reparti di trucco e parrucco, capitanati da Giorgio Piazza e Lia Mineo hanno studiato le acconciature e il trucco dell’epoca che, nella maggior parte delle occasioni, richiedeva per le donne capelli raccolti e un trucco molto naturale su una pelle rigorosamente chiara, le donne infatti, durante il passeggio usavano ripararsi dal sole con un ombrellino.

LA SCENOGRAFIA

Nei 1700 metri quadri di studi, alle porte di Torino, lo scenografo Maurizio Kovacs con un affiatato team di arredatori, falegnami e decoratori ha ricostruito tutte le  ambientazioni interne fisse, la Villa Corradi, la casa della famiglia Prizzi, l’ospedale con gli studi medici, il  laboratorio di marmi.

In una seconda fase sono stati costruiti guest set per altri 1.400 metri quadrati per un totale di 3.100 metri quadrati di set. Tutte le costruzioni sono state lavorate e decorato nella falegnameria attigua gli studi.