Trattati di Roma, piano sicurezza e mobilità: sabato allerta massima

Minniti: «Nessun dialogo con chi cerca solo di creare tensione e disordini»

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Trattati di Roma, piano sicurezza e mobilità: sabato allerta massima

Sabato 25 marzo sarà celebrato il 60esimo anniversario dai Trattati di Roma: attesi nella Capitale 27 leader europei che firmeranno in Campidoglio un documento comune. In questa occasione, la viabilità in centro subirà rilevanti modifiche sulla base dei provvedimenti disposti dall’imponente piano di sicurezza previsto dalla Questura. Saranno impegnati infatti circa 5.000 uomini tra agenti in strada e cecchini, oltre al divieto di sorvolo sul centro città, alla presenza di unità cinofile, artificieri, finanzieri e dei nuclei Nbcr specializzati contro gli attacchi chimici. Due le aree di massima sicurezza disposte dalle autorità: la “zona blu” (in onore del colore della bandiera europea) creata attorno al Campidoglio e la “zona verde” attorno al Quirinale. La prima sarà interdetta al pubblico a partire dalle 00.30 e riguarderà piazza Venezia, piazza Madonna di Loreto, piazza del Foro Traiano, via dei Fori Imperiali, via San Pietro in Carcere, via del Campidoglio, via del Monte Tarpeo, via e piazza della Consolazione, vico Jugario, via del Teatro Marcello, via Montanara, piazza Campitelli, via Cavalletti, via dei Delfini, via dei Polacchi, via delle Botteghe Oscure, via Celsa, piazza del Gesù, via del Plebiscito. La “zona verde”, invece, sarà chiusa a partire dalle 7.30 e comprenderà piazza San Bernardo, largo di Santa Susanna, via e piazza Barberini, via del Tritone, largo Chigi, via del Corso, via Battisti, piazza del Foro Traiano, via Magnanapoli, via IV Novembre, largo Magnanapoli, via Nazionale e via Torino.

TRATTATI DI ROMA – PIANO SICUREZZA A MOBILITÀ

Nella giornata di venerdì entrambe le aree sono totalmente aperte al traffico veicolare e ai pedoni, non è prevista alcuna chiusura, neanche per le fermate della metropolitana. Sabato scatteranno invece chiusure e restrizioni per traffico pubblico e privato e per i pedoni, con le stazioni Colosseo sulla metro B, Barberini e Spagna sulla metro A chiuse dall’ultima corsa della serata di venerdì e per tutta la giornata di sabato. Dalla mezzanotte e trenta e sino al primo pomeriggio di sabato anche le fermate e i capolinea bus presenti nelle zone “blu” e “verde” saranno disattivati.
Il capolinea del tram 8 sarà trasferito da piazza Venezia a via Arenula, all’altezza di piazza Cairoli. Sempre da mezzanotte e trenta, solo coloro che saranno autorizzati potranno accedere nell’area Campidoglio e nell’area del Quirinale. L’accesso nelle due aree resterà tuttavia consentito a residenti e lavoratori. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, saranno deviate tredici linee notturne: N3, N4, N5, N6, N7, N8, N9, N12, N15, N18, N19, N20 e N25. Saranno disattivati i capolinea di piazza Venezia e via del Teatro Marcello, sostituiti da capolinea provvisori a piazza di Monte Savello, via Arenula e via degli Astalli. Per la mobilità nella stessa area, sarà realizzato un corridoio di circolazione tra via del Corso e via del Plebiscito (che sarà temporaneamente a doppio senso di marcia) e poi tra via delle Botteghe Oscure, via degli Astalli e via del Corso. Poi dalle 5.30 di sabato limitazioni, deviazioni o trasferimenti di capolinea interesseranno ventinove linee: C3, H, 8, 30, 40, 44, 46, 51, 60, 62, 63, 64, 70, 80, 81, 83, 85, 87, 117, 118, 160, 170, 492, 628, 715, 716, 780, 781 e 916. I sistemi delle zone a traffico limitato di Centro e Trastevere saranno disattivati. Le Ztl notturne e diurne delle due aree saranno aperte dalla mezzanotte tra venerdì e sabato e sino alle 23.59 dello stesso 25 marzo. Dalla mezzanotte tra sabato e domenica, le Ztl notturne torneranno in funzione sino alle ore 3.

LE PAROLE DEL MINISTRO MARCO MINNITI

«Siamo in una democrazia. Il principio, quindi, è libertà di manifestare le proprie opinioni, con un limite, la violenza». È quanto sottolinea il ministro dell’Interno Marco Minniti in un’intervista al “Il Messaggero” in vista della grande cerimonia per il sessantesimo anno dei Trattati di Roma. Minniti è chiaro: «Nessun dialogo con chi cerca solo di creare tensione e disordini. Percorsi e iniziative sono stati concordati con gli organizzatori e la parola d’ordine contro devastazione e rischio attentati (dopo l’attacco a Londra anche “a Roma non si può sottovalutare nulla”) è: “controllo del territorio”. Una risposta antica – spiega – che è il sistema ancora più efficace di fronte all’imprevedibilità dell’atto» come quelli recenti di Nizza, Berlino, Londra. Presidi forti sulla strada, perché «non c’è bisogno di innovare, ma di rafforzare». Il dispositivo di sicurezza per i Trattati di Roma prevede circa 5.000 uomini tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Sarà vietata la possibilità di accedere nel centro della città a camion e furgoni di ogni tipo, perché «i rischi sono rappresentati dal proselitismo e dall’emulazione». E qualcuno, un «lupo solitario», potrebbe cercare di introdursi nelle zone off limits.

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