Dramma ad Albano, carabiniere spara alla moglie e poi si suicida. Ecco tutte le testimonianze

Prima di suicidarsi l'uomo ha esploso un colpo in area. La coppia lascia due figlie

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Ha atteso che la moglie uscisse fuori dalla scuola dove lavorava da poco come supplente. L’ha presa per mano, l’ha portato in un punto appartato e poi dopo una breve discussione le ha sparato un colpo di pistola alla testa uccidendola. Il colpo ha attirato l’attenzione di tutti, genitori e bambini all’uscita dalla scuola elementare di via Rossini. Tutto è accaduto poco dopo le 16, un dramma che ha scosso tutta la cittadina di Albano laziale. Così L.D.M., 48 anni, ha ucciso sua moglie C.M., di anni 47.

IL SUICIDIO – Subito dopo aver ucciso la moglie, l’uomo, carabiniere in servizio a Castel Gandolfo, stando a una primissima ricostruzione, avrebbe prima sparato un colpo in area, poi si è rivolto la pistola alla testa e ha fatto fuoco cadendo a terra privo di sensi. Scene di panico tra bambini in lacrime, malori e mamme che si affrettavano a lasciar quel luogo di sangue. In pochi minuti sono arrivati carabinieri e polizia che hanno provveduto a recintare l’area e a chiamare i soccorsi. L’uomo è morto dissanguato subito dopo l’arrivo in ospedale rendendo inutile qualsiasi intervento chirurgico.
La coppia lascia due figli di 15 e 16 anni. Sembra che la coppia si fosse separata e da tempo stesse attraversando dei problemi coniugali.

IL SINDACO – «Siamo sconcertati, credo che con queste parole posso interpretare il sentimento di una città tutta scossa oggi da questo terribile dramma». Così il sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini ha commentato la notizia.

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