Riorganizzazione Iss, protesta di ricercatori e precari

Ancora una volta ricercatori e precari uniti per evitare una riforma senza tenere conto del destino di tutti lavoratori

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Hanno messo in scena un’altra protesta, perché non ci stanno a non essere ascoltati da chi, da commissario, sta riformando l’ente. Sono i precari e i ricercatori dell’Iss, l’istituto superiore di Sanità i quali, come in tanti enti di ricerca nel Paese, portano avanti (anche con contratti brevi e precarissimi e) con tanta passione la ricerca italiana. Dopo le proteste dei giorni scorsi l’ultimo atto si è svolto oggi pomeriggio a Roma, davanti all’aula “ferro di cavallo” per protestare contro la riorganizzazione. E perché rimanesse traccia della loro protesta hanno deciso di scrivere questa lettera e consegnarla al commissario. Lettera che pubblichiamo qui di seguito: “Commissario Ricciardi: la FLC CGIL la diffida dal ridisegnare l’assetto organizzativo dell’Istituto Superiore di Sanità, anche solo in forma di proposta per i futuri vertici ordinari dell’Istituto!

“Riteniamo che NON rientri nei compiti del Commissario, così come stabilito dai Decreti ministeriali, quello di ridefinire, attraverso la scrittura dei Regolamenti, il nuovo assetto e la nuova organizzazione dell’ISS. Tale preoccupazione è fortemente condivisa da un’ampia parte della Comunità Scientifica interna”. I lavoratori chiedono maggiore partecipazione alle decisioni, considerata soprattutto la gestione commissariale. “Inoltre, visto quanto accaduto negli ultimi giorni relativamente al licenziamento,  poi ritirato, di un Lavoratore precario, appare evidente il cambio di atteggiamento dell’Amministrazione che aveva dichiarato nei mesi scorsi la propria volontà di tenere in servizio tutti i precari storici dell’Istituto in vista di una loro stabilizzazione. Lei, Commissario, è pienamente investito di tale responsabilità e riteniamo che debba renderne conto alle Lavoratrici e ai Lavoratori dell’Istituto e dunque alle OO.SS. rappresentative”.

Al termine dell’incontro i lavoratori hanno emesso un comunicato con il quale annunciano di proseguire nella battaglia: “Da ieri la nostra preoccupazione per questo Istituto e per il futuro dei suoi lavoratori, ed in particolare per quelli che hanno un posto precario, ha avuto ulteriori motivi di certezza”. Se il commissario ha spiegato ai lavoratori di doversi riferire ai ministri competenti e non a lui, i lavoratori si sono detti “non tutelati dalla sua presenza”. In ogni caso, spiegano “la forte presenza dei lavoratori e la loro determinazione hanno prodotto un’accelerazione sui tempi di apertura del tavolo del precariato. Tavolo stupidamente interrotto da un’amministrazione che ha la presunzione di risolvere tutto da sola, e che ieri ci ha detto che non ha gli strumenti per farlo e nemmeno il potere.

Il tavolo ci sarà il 30 marzo alle 15.00 e la richiesta più importante è che sia concreto. Alle organizzazioni sindacali presenti ieri (CGIL e USB) molti lavoratori hanno chiesto unità di intenti almeno sul precariato e, per quanto ci riguarda, cercheremo anche stavolta come in passato, di onorare questo impegno per il bene comune. La strada non sarà facile ma dobbiamo arrivare ad un accordo che metta in sicurezza i nostri colleghi precari nei prossimi anni, in modo da poter gestire una programmazione di assunzioni che non disperda e lasci a casa ciò che investendo in lavoro e denaro abbiamo fatto crescere in questi anni.

La mobilitazione sarà sempre più necessaria, perché sono la forza dei lavoratori e la loro coesione la carta più importante in questa partita. La situazione richiede un impegno quotidiano e quindi vi informeremo a breve su eventuali evoluzioni e sulle prossime iniziative necessarie.”

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