Il mondo di mezzo di Carminati e la narrativa di Tolkien

Nei libri dello scrittore del “Signore degli anelli” tracce della teoria dell'ex Nar e della cupola nera della capitale

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Forse c’è qualcosa di letterario e profondo nel programma di Carminati & Co.
Quella «Terra di mezzo» cittaa nelle intercettazioni dell’ex Nar è il luogo mitico in cui si svolgono le vicende dei libri più famosi, «Il signore degli anelli» e «Lo hobbit» di Tolkien.

L’INTERCETTAZIONE – « È la teoria del mondo di mezzo compa’. ….ci stanno.. come si dice.. i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. E allora….e allora vuol dire che ci sta un mondo.. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano …». Queste le parole di Massimo Carminati ex estremista di destra, ora protagonista dell’inchiesta sulla «mafia» romana.

LA CITAZIONE – Come riporta intelligentemente il Corriere della Sera «Tolkien non era uno scrittore di destra e non può assolutamente essere accusato di simpatie verso il fascismo. Tuttavia la destra giovanile italiana negli anni ‘70 ritrovava nei libri di Tolkien alcuni valori significativi per il proprio comune sentire. Tanto da organizzare attraverso il Fronte della Gioventù dal 1977 al 1981 delle manifestazioni culturali chiamate appunto Campi Hobbit. 
Ma torniamo sul concetto di Terra di mezzo come appare in Tolkien (e che Carminati applica a modo suo alla Roma di oggi). La Terra di mezzo è tale per due ragioni fondamentali. Il primo più semplice è che il luogo di incontri tra razze diverse che lì vi coesistono: elfi, nani, uomini, hobbit, orchi. Il secondo è che di mezzo in quanto luogo di passaggio storico e metafisico. Storico perché la terza era in cui si svolgono gli avvenimenti dei suoi due libri più celebri eredita gli effetti di quanto è avvenuto prima (e anche qui ognuno può trovare le analogie che vuole con l’attualità), la creazione degli anelli del potere, la lotta contro Sauron, l’ultima alleanza tra due razze diverse, gli elfi e gli uomini».

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