Bomba d’acqua a Roma, Ignazio Marino: «Parto per Milano»

«Pronto a tornare in caso di emergenza». Ecco l'aggiornamento

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Mentre i romani sono in trepida attesa della tragica bomba d’acqua che sino ad ora si è dimostrata solo un petardo autunnale, il sindaco Ignazio Marino lancia sulle agenzie di stampa un messaggio rassicurante: parto per Milano ma sono pronto a tornare nella Capitale in qualsiasi momento. Accusare il sindaco di codardia per una presunta fuga in luoghi meno perigliosi non solo sarebbe infame, ma completamente falso visto che li, nelle nebbiose ed umide atmosfere della capitale padana, Marino rischia di incappare nelle periodiche tracimazioni del fiumiciattolo Seveso che sia pure in gran parte interrato, toglie i sonni al collega Giuliano Pisapia.

IL VIAGGIO – D’altra parte il comunicato scritto da una penna enfatica ci dice che «la macchina della sala Coc (non choc ndr)  della Protezione civile di Roma Capitale è a pieni giri da questa mattina, quando sulla Città eterna (sic)  si sono abbattuti oltre 25 millimetri di pioggia» che non ci pare un’alluvione, ma comunque… Quello che conta tuttavia è apprendere che il  sindaco si trova a Milano per l’assemblea annuale dell’Anci (associazione dei comuni italiani) e quindi nell’adempimento del suo ruolo istituzionale. Ma dal Comune fanno sapere che è pronto a tornare in caso di emergenza, anche se rimaniamo convinti che più della sua presenza può fare molto la protezione civile anche visti i precedenti. E’ evidente che Ignazio non vuole fare la figuraccia del suo collega Doria di Genova che nemmeno aveva avvertito le popolazioni locali dei rischi che il maltempo poteva provocare nei quartieri della Superba da decenni esposti alle alluvioni. Ma l’enfasi ci sembra del tutto fuori luogo, come fuori luogo (ma saremo smentiti) ci appare la canizza che si sta sviluppando sui media per la situazione meteorologica che dovrebbe aggravarsi nelle prossime ore. Perché il problema non sta tanto nella quantità di acqua autunnale che potrà cadere sulla “città eternamente in emergenza” quando piove, ma sui guasti al territorio prevedibili, e mai affrontati con una seria programmazione di interventi, certamente non per colpa di un sindaco che al Campidoglio ci sta da 16 mesi.Quindi senza tanta enfasi allarmistica è sufficiente fare quanto un’amministrazione senza soldi (ma con 62.000 dipendenti) può fare. Interventi come quelli annunciati dall’assessore Masini in via Frassineto a Roma nord, oppure in via Procaccini, o ancora monitorando i ponticelli sui fossi di via Giustiniana, sul fosso di Pratolungo in via Tiburtina e sul fosso della Maglianella a via Boccea. Quanto alle caditoie intasate dalle foglie (problema che insieme agli escrementi dei tordi tornati recentemente in massa ha travagliato tutte le amministrazioni)  molto può ancora fare Ama, ma la ‘soluzione finale’ sarebbe quella di segare tutti gli alberi che fanno famosa la ‘Città eterna’ per il suo invidiabile verde.

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