Capodanno, vigilessa assenteista incastrata dal medico

Per l'ex presidentessa di Medici fiscali italiani la responsabilità è dello Stato che non controlla

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“Non ha aspettato neanche le nove del mattino per alzare il telefono dalla sua scrivania e pretendere dal medico curante un certificato retroattivo che giustificasse l’assenza dal turno il giorno di Capodanno. A comporre il numero di telefono di uno studio medico di Roma Nord, venerdì scorso, una delle vigilesse della polizia locale di Roma Capitale che, la notte di San Silvestro, ha saltato il turno di servizio all’ultimo istante”. A svelarlo è il Messaggero che racconta come l’incauto agente si sia però imbattuto, per sua sfortuna, nel sostituto del medico di famiglia, fuori città per le vacanze.

L’EPISODIO DENUNCIATO – La dottoressa 29enne, appena laureata in Medicina e di turno, sacrificando le festività, per far pratica in vista dell’esame per la scuola di specializzazione, ha risposto alla vigilessa che non era possibile farle avere il certificato. «Ha chiamato in ambulatorio – ha raccontato il giovane medico – chiedendo appunto un certificato retroattivo per il 31 dicembre, le ho spiegato che non potevo rilasciarlo per legge a distanza di due giorni». Una risposta che non ha ovviamente soddisfatto l’agente della municipale che, non dandosi per vinta, «ha ripetuto più volte che aveva bisogno di quel foglio e solo dopo molti no, ha desistito senza più richiamare».

IL PARERE DELL’ESPERTA – Ma, dopo il clamore destato dall’assenteismo di massa degli agenti di polizia locale a Roma, in occasione dell’ultimo dell’anno, anche altri medici svelando quanto sia comune la pratica di fingersi malati per non andare a lavoro. Annalisa Sette, medico fiscale e per anni presidente dell’associazione dei Medici fiscali italiani, in un’intervista a Qn racconta: “Una volta dovevo sottoporre a controllo medico un impiegato che aveva presentato un certificato secondo il quale proprio non poteva muoversi. Arrivo sotto casa sua, parcheggio e lo vedo che sta dipingendo la parete esterna della casa”; un altro “vestito di tutto punto” è stato beccato perché per la fretta di mettersi a letto all’arrivo della visita fiscale non si era tolto le scarpe. Secondo la dottoressa Sette, tuttavia, nel caso dei vigili urbani di Roma “c’è una responsabilità degli enti pubblici. Lo Stato, in quanto datore di lavoro, non fa il suo dovere. Regioni e Comuni, nemmeno”. Nel privato l’assenteismo è stato ridotto “a livelli europei” con il meccanismo delle visite fiscali: “L’Inps è attento a queste cose, sollecita le verifiche e i risultati arrivano. Cioè, sono arrivati. Anche i medici di famiglia sono più sensibili di un tempo, sanno che poi qualcuno controlla. Mentre nel pubblico…”.

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