Caos asili nido a Roma: insorgono genitori infuriati

"Luoghi insicuri e mancanza di personale", pronta una lettera a Ignazio Marino per avere chiarimenti

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C’è molta insoddisfazione fra i genitori dei bambini che frequentano i 160 asili nido di Roma Capitale. Così si sono organizzati con una rete capillare e indipendente creata su WhatsApp e Facebook. In pochi giorni hanno raccolto migliaia di firme facendo pervenire al Comune esposti e diffide.

L’URLO DI MAMME E PAPA’ – «Il nostro gruppo è nato sull’onda dell’indignazione. Ogni giorno, a partire da gennaio, in tutti i nidi della città si verificano situazioni al limite del paradossale, come ad esempio una sola educatrice con 20 lattanti, impossibilitata a cambiarli e a dargli da mangiare» scrive la mamma di Elena che frequenta il nido nel XIII Municipio e che dal nulla ha creato il gruppo WhatsApp e la pagina Facebook relativi all’iniziativa. Ogni genitore ha messo al servizio di tutti gli altri la sua professionalità per cui c’è chi ha ideato il logo, chi ha creato e gestisce la mailing list, chi si è occupato della comunicazione. Ma il grosso del lavoro lo hanno fatto le mamme avvocatesse che hanno scritto la diffida e l’esposto.

Il nuovo modello organizzativo che ha in mente il Comune per i genitori punta solo al risparmio e prevede che non venga più sostituita la prima educatrice assente obbligando le altre ad anticipare o posticipare fino ad un’ora il proprio orario di lavoro. «Si tratta di una riforma miope ed errata – scrivono – con cui il Comune è venuto meno all’accordo raggiunto con noi genitori al momento dell’iscrizione dei nostri figli, facendo un gravissimo illecito.» Il venir meno del rapporto 1/6 tra educatrice e bambini, scrive una mamma avvocatessa «ha reso i nidi un luogo insicuro anche in caso fosse necessaria l’evacuazione dalle strutture per pericolo imminente (per crolli, perdite di gas o acqua)» In questi casi una sola educatrice per venti lattanti, come previsto oggi, si troverebbe in serie difficoltà. La rete dei genitori chiede quindi al sindaco Marino e all’assessore Masini di fissare un incontro per spiegare perché i genitori dovrebbero ancora iscrivere i figli nelle scuole comunali, «visto che non saranno più l’eccellenza, ma solo dei parcheggi a pagamento, peraltro anche incustoditi.»

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