Comune di Roma, il vicesindaco Nieri attacca Le Iene (VIDEO)

«Sono rimasto basito di fronte all’operazione di bassa lega pseudo-giornalistica fatta ieri durante la trasmissione»

0
393

“Sono rimasto basito di fronte all’operazione di bassa lega pseudo-giornalistica fatta ieri durante la trasmissione Le Iene ai miei danni. E’ stato mandato in onda un servizio in cui si mostra, come fonte utile a smentire le mie dichiarazioni in video, il fermo immagine di una mail che non si sa da chi sia stata firmata e non si vede da chi sia stata inviata alla Redazione. Questo nonostante io stesso avessi contattato il programma, prima della messa in onda, per segnalare di possedere una inequivocabile documentazione che smentiva quanto poi diffuso nel servizio andato in onda nella puntata di ieri sera. – dichiara il vicesindaco di Roma Capitale Luigi Nieri –

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO

LA MAIL – Nella citata mail si legge infatti che il Garante della privacy “non è intervenuto in alcun modo riguardo al caso della gestione del patrimonio comunale di Roma né ha impedito in alcun modo la pubblicazione dei nomi degli affittuari”. Ma questa informazione in realtà è palesemente falso, in quanto il dirigente del Dipartimento Libertà Pubbliche e Sanità dell’Autorità Garante della privacy, il dott. Claudio Filippi, ha firmato di suo pugno il parere appositamente richiesto dal Dipartimento Patrimonio capitolino circa la “pubblicazione dei canoni di locazione o di affitto percepiti da Roma Capitale” (nota prot. QC/12467/2014 del 28/05/2014). E’ di tutta evidenza che la risposta del dott. Filippi (nota prot. è QC/2014/18875 del 22/08/2014) in mio possesso, è già di per sé una secca smentita a quanto riportato nella mail mostrata durante il programma, ovvero che il Garante non sarebbe intervenuto in alcun modo nella vicenda di cui si tratta. – Nieri spiega.

LA SPIEGAZIONE – “Ciò rilevato, rispetto alle considerazioni relative alle indicazioni fornite a Roma Capitale dal Garante nella nota di cui sopra, va evidenziato che nella risposta del dott. Filippi si cita, a beneficio delle valutazioni dell’amministrazione che richiede il parere, la legge di riferimento, ovvero il decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, di cui Le Iene, in maniera frettolosa e sommaria, citano l’Art. 30. Peccato che lo stesso decreto contiene altre disposizioni che evidenziano i puntuali limiti dati che possono essere oggetto di pubblicazione senza violare la riservatezza. Si tratta, in particolare, dell’art. 4 denominato, appunto “Limiti alla trasparenza”, che recita: “Le PA possono disporre la pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti che non hanno l’obbligo di pubblicare ai sensi del presente decreto o sulla base di specifica previsione di legge o regolamento, fermi restando i limiti e le condizioni espressamente previsti da disposizioni di legge, procedendo alla anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti” e, inoltre: “Nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedano la pubblicazione di atti o documenti le PA provvedono a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione”. – Nieri prosegue – Quanto disposto dalla legge di riferimento è stato, dunque, correttamente adottato come criterio dagli uffici dell’amministrazione che, nel rispetto del principio di pertinenza e non eccedenza, hanno anonimizzato i dati personali e reso non intelligibili i dati personali non pertinenti, sensibili o giudiziari. Le Linee guida indicate dal Garante stesso, del resto, richiamandosi alla L. 33/2003, affermano che la pubblicazione di dati personali non è  affatto la regola e si può avere solo in casi particolari. Riguardo le morosità degli inquilini, inoltre, queste non risultano pubblicate da nessuna PA o municipalizzata. Si tratta, infatti, spesso di dati incerti, in costante aggiornamento, oggetto anche di lunghi contenziosi e gestiti, fino allo scorso gennaio, non direttamente dall’amministrazione, bensì dalla società privata Romeo Gestioni, sino a poco fa appaltatrice del servizio. Pubblicare le morosità degli inquilini comunali sarebbe un po’ come mettere online le cartelle esattoriali di tutti i privati cittadini, ad esempio. Si può fare, è giusto farlo? A mio parere no. – Nieri aggiunge – Ad ogni buon conto, è da questa mattina che, gli uffici del Dipartimento Patrimonio, la mia segreteria e io personalmente stiamo cercando di contattare, purtroppo senza successo, il Garante della privacy per chiedere una solerte rettifica a quanto erroneamente diffuso nel servizio andato in onda ieri sera su Italia 1. Il motivo è di tutta evidenza. La verità è che quando si tratta una materia delicata e complessa come questa, lo si dovrebbe fare con la dovuta attenzione e con le cautele del caso. Questo vale per chi è interessato a fare pericoloso sensazionalismo giornalistico di dubbio gusto, ma anche per chi è interessato a fare strumentalizzazioni politiche fuori luogo, che non mirano certo a tutelare l’interesse pubblico, ma soltanto la personale vanagloria.” – Nieri conclude.

[form_mailup5q lista=”campidoglio”]

È SUCCESSO OGGI...