Comune di Roma, i 5 Stelle fanno i conti al Vaticano: dal 2012 ricevuti 700 milioni

La commissione per la Revisione della spesa ha realizzato l'indagine "Date a Cesare" con i dati del triennio 2012-4

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L’opposizione in Campidoglio del movimento Cinque Stelle non dà tregua a Ignazio Marino, nemmeno se si tratta di chiamare in causa “Santa Romana Chiesa”. E allora dalle carte tirate fuori da Davide Frongia si scopre che si sono spostati “Quindici milioni di euro nel triennio 2012/14 da Roma Capitale al mondo cattolico, dal Vaticano, ai luoghi di culto, fondazioni, associazioni, istituzioni, esercizi commerciali e ricettivi direttamente o indirettamente riconducibili al Vaticano, attraverso un centinaio di determine”. Le cifre le snocciola il presidente della commissione capitolina revisione della Spesa Frongia presentando i primi dati dell’indagine ”Date a Cesare” realizzata proprio dalla sua commissione.
Un accesso agli atti “storico, come ci dicevano dal Campidoglio non è mai stata fatta una cosa del genere dal 1929 (anno dei Patti Lateranensi) – ha aggiorno Frongia – Abbiamo chiesto a tutti i dipartimenti, agli uffici che dipendono dal sindaco e ai Municipi le determina di spesa negli ultimi 5 anni. La risposta è stata in parte soddisfacente ed è costituita da migliaia di pagine che stiamo analizzando”. Ma il dato complessivamente emerso è “una goccia nel mare”, soprattutto in considerazione del fatto che in tanti non hanno risposto, tra cui “la gran parte dei Municipi, eccetto il 2, 3, 8 e 14, e delle società partecipate. La Ragioneria non ha risposto e anche le carte arrivate da chi ha risposto sono solo parziali”.

TRA 440 E 700 MILIONI – Il totale stimato, tradotto in numeri fa “oltre 440 milioni di euro ma stiamo scoprendo nuove voci di spesa che probabilmente supereranno i 200 mln”. Insomma, è possibile che alla fine il conto totale faccia circa 700 milioni. Diversi gli esempi che hanno “dell’incredibile” per Virginia Raggi: “In una delibera del 2009 l’allora Consiglio comunale attribuiva un contributo di un milione di euro alle parrocchie romane per l’acquisto di attrezzature ludiche informatiche tecniche e tecnologiche, quando le scuole romane versano in condizioni assai gravi, tanto che i genitori sono portati a dare un contributo volontario per acquistare attrezzature didattiche. Questi contributi non sono stati dati a tutte le parrocchie ma solo ad alcune, in base a una valutazione del gabinetto del sindaco. Noi abbiamo riscontrato una concentrazione territoriale particolare, ovvero è “stato curioso verificare come in tanti casi le parrocchie ”fortunate” si trovassero nei bacini elettorali di consiglieri e assessori”.

TASSE E BORSE DI STUDIO – È ancora: “Nel Municipio 8 il Vaticano avrebbe dovuto pagare dal 2012 al 2014 136mila euro di Cosap e il Municipio non ha fatto nulla per richiederli. Le casse del Comune sono in condizioni drammatiche ma con una delibera del 2012 i romani hanno pagato la fondazione religiosa Domenico Tardini per 5 borse di studio da 200 mila euro totali, 40mila ciascuna. Sempre nel 2012 Roma Capitale ha erogato un contributo da 30mila euro a Josp Magazine, una rivista di turismo cattolico gestita dall’Opera romana pellegrinaggi, per fare pubblicità alla città di Roma. Questa rivista già si occupa di pubblicizzare itinerari turistici nella Capitale ma allora fece una proposta che l’amministrazione non poteva rifiutare…”. Senza dimenticare il “milione di euro l’anno di sconto al Vaticano per la Ztl: paga un terzo delle forze dell’ordine”.

LA RISPOSTA DELL’AVVOCATURA – Frongia ha poi tenuto a sottolineare che “L’Avvocatura capitolina, rispondendo a una nostra richiesta, in quattro pagine ha delineato per intero gli obblighi di Roma Capitale verso il Vaticano, ma ciò che abbiamo visto in queste delibere è esterno a questo perimetro. Sono costi non dovuti. L’unica cosa che dobbiamo fornire è l’acqua. In questo senso c’è uno storico debito, di 50 miliardi delle vecchie lire che Acea ancora mette a bilancio”. Salvo poi verificare che Acea “è tra le partecipate di Roma Capitale che non ha risposto al nostro accesso agli atti”. Un atteggiamento che “comporta una violazione del codice penale, cosa che ricorderemo a chi non ci ha risposto”.

DETERMINE SUL SOCIALE – Tra le “stranezze” rintracciate, anche alcune determine sul sociale, “soprattutto del Municipio 14, perchè uno dei pochi che ci ha risposto, che vede un’alta concentrazione di pagamento di rette per minori in case famiglia o rette per case di riposo o per anziani gestite da istituti religiosi, mentre Ci dimentichiamo di versare questi stessi fondi ai servizi sociali di Roma Capitale”. Le conseguenze di questa indagine (che è appena agli inizi) saranno in tanti casi “esposti alla Corte dei Conti e in Procura- ha concluso Frongia. Perseguiremo penalmente i dirigenti municipali che non ci hanno risposto fin qui. Visto che si parla di una stima di 800 milioni che dovremo spendere da qui al prossimo l’anno e mezzo per il Giubileo, trasparenza e legalità sono di primaria importanza”.

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