Ignazio Marino: quella domanda al Papa? Io non avrei risposto

Intervista a Unomattina: "Non mi sento commissariato, non sono un sindaco sceriffo"

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“Il Papa fa dei discorsi epocali e il giornalista gli chiede: ma lo ha invitato Marino? Se lo avesse chiesto a me io avrei detto che non era lo scopo della conferenza stampa”. “Come mai quando io dico che se una casa è affittata a un euro al mese non è giusto, dobbiamo togliere le concessioni mi rispondono: “c’è uno scandalo”?. Queste sono le cose che stiamo facendo ed è per questo che diamo fastidio perchè stiamo cambiando”.

Ignazio Marino liquida così le polemiche e ripropone per l’ennesima volta l’immagine di una amministrazione scomoda perchè sta provando a cambiare Roma. Mentre ancora le pagine dei giornali nazionali sono piene delle frasi di Papa Bergoglio e delle polemiche sui costi del viaggio a Filadelfia, a tre giorni dal blocco di otto ore della metropolitana e quando mancano poche settimane all’avvio del Giubileo straordinario il sindaco di Roma, intervistato a “Unomattina” da Franco Di Mare e Francesca Fialdini, risponde al fuoco di domande con il suo consueto sorriso tirato e lo stile imperturbabile, senza rinunciare al suo atteggiamento nei confonti dei giornalisti e di quello, in particolare che ha fatto a papa Bergoglio la domanda sull’invito a Filadelfia scatenando la durissima reazione di Papa Francesco.

Marino ricostruisce la vicenda citando di nuovo Monsignor Paglia che, secondo il sindaco, nell’aprile scorso “un arcivescovo italiano” “chiede un appuntamento” e “mi annuncia che ci sarà la riunione mondiale delle famiglie a Filadelfia” e dice che “il sindaco e l’arcivescovo mi vogliono incontrare nel loro viaggio in Italia per avere indicazioni sull’organizzazione di un grande evento”. Marino racconta di aver inviato il manuale operativo dei grandi eventi, mostra le carte con cui il vescovo dice (leggendo dall’inglese) di attenderlo al meeting delle famiglie “sono felice di partecipare e mi reco a Filadelfia”.

Ma quando Di Mare lo incalza ricordando che nella telefonata del finto Renzi alla “Zanzara” di Radio 24 Monsignor Paglia definì il papa “infuriato”, Marino “non esprimo commenti sui vescovi” ma ricorda le dichiarazioni ufficiali del Vaticano e  “Padre Lombardi che ha smentito le affermazioni di Paglia”.

Marino però non riesce a trattenere lo stupore: “Il santo padre va negli Stati Uniti parla dei cambiamenti climatici, del petrolio, della pena di morte, del dramma delle armi, dello sfruttamento del pianeta e parla di casa lavoro e terra, fa discorsi epocali sul ruolo della donna anche nella chiesa e il giornalista italiano quando sale a bordo gli chiede l’ha invitato lei Marino? io non so il santo Padre ma se lo avesse fatto a me dopo che ho preparato un viaggio che parla di temi epocali insomma un pocehttino avrei detto non è questo lo scopo del viaggio e della conferenza stampa”.

Resta però il nodo delle spese che proprio ieri il consigliere della Lista Marchini Onorato quantificava in 15mila euro. Marino non sa dire esattamente se sono usciti quei soldi dalle casse del Comune ma spiega che per lui e un accompagnatore i conti sono stati pagati “tutti dalla Temple University” e ho avuto una macchina dal comune di Filadelfia. Nel momento in cui, spiega Marino, “mi ha accompagnato un ambasciatore che lavora in comune e il capo del cerimoniale, quelle spese sono state sopportare dal Comune, come è normale”.

Ma è sull’assenza di Marino nei momenti cruciali che le domande e le polemiche si concentrano visti i problemi irrisolti che umiliano da anni la capitale d’Italia. “Io non sono un sindaco sceriffo” risponde Marino a chi gli chiede perchè non è tornato dopo le polemiche sul funerale Casamonica ad agosto.

Sul fronte della sicurezza Marino si dice “molto felice” per il “coinvolgimento” del prefetto Gabrielli nella gestione della città per il Giubileo. Marino crede nelle “responsabilità separate”: al Campidoglio strade e trasporti, alla Prefettura la sicurezza di persone e autorità, e non si sente commissariato, anzi ribatte: “mi sentirei a disagio se non sentissi accanto a me la presenza dello Stato”.

Marino ha però davanti il dramma di una città che non funziona e sulla sua azione amministrativa ricorda: “Io ho rimesso in ordine i conti e adesso stiamo ripartendo da una città che era stata lasciata in rovina”. E snocciola i 150 milioni di investimenti sul trasporto pubblico “mai fatti negli ultimi dieci anni”, ricorda la chiusura della discarica di Malagrotta, la riforma dello spazzamento delle strade con la possibilità di affidarlo anche ai privati, l’attenzione alle assunzioni fatte in passato senza concorso. Marino comunque ammette la mancanza di decoro e di servizi di livello adeguato e ricorda di aver “resettato” la città: “nei prossimi mesi i romani si accorgeranno che questa città sta cambiando in meglio”.

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