Periferie senza autobus: prosegue la protesta dei bus Tpl

Chieste soluzioni per i 134 licenziamenti annunciati

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E’ una protesta destinata ad arrivare fino in fondo quella dei lavoratori del Trasporto pubblico locale di Roma, stretti tra i 134 licenziamenti annunciati dopo il taglio delle linee notturne Atac e gli stipendi che non arrivano per molti dipendenti. Per questo anche martedì è andata avanti la protesta dei lavoratori della società Roma Tpl, che gestisce le linee di bus periferiche. Dalla mattina le periferie sono state le più colpite: forti disagi e con 11 collegamenti attivi sui 103 affidati a Roma Tpl. Il servizio è stato regolare soltanto per poche linee (044, 048, 049, 053, 055, 056, 059, 314, 349, 404 e 437) mentre la maggior parte sono andate a singhiozzo. La protesta era iniziata nei giorni scorsi e proseguita con l’occupazione del deposito di Maglianella oggi, spiega il sindacato Usb iim un comunicato “la quasi totalità dei dipendenti dei depositi di Raffaele Costi e delle consorziate Sotram, Sap, Ronabus, Savitur e Trotta hanno aderito alla protesta”.

Così chi dalle periferie e dalle stazioni minori dei treni deve recarsi alle metropolitane e alle fermate delle linee bus più importanti si è trovato in grande difficoltà. Come ha spiegato Usb “Le vetture rimangono ferme nei depositi, mentre è in corso un presidio presso i cancelli di quello di via Costi, in zona Tor Cervara”. “Tra le rivendicazioni dei lavoratori – continua il sindacato Usb nella sua nota – la richiesta del pagamento degli stipendi arretrati ed il ripristino delle indennità unilateralmente sospese da anni da parte delle aziende, che gravano sulle retribuzioni con una perdita economica di oltre 500 euro mensili”. Secondo il sindacalista Ilario Ilari “Sono anni che l’Usb denuncia le gravi inadempienze contrattuali del consorzio Tpl”. “Nonostante la paralisi di circa 90 linee, il prefetto di Roma ed il neo insediato commissario Tronca non sono ancora intervenuti. Non una parola neppure di fronte alla disperazione dei lavoratori e sui 173 licenziamenti annunciati dalla Roma Tpl”. “E’ evidente che l’unica soluzione percorribile per porre fine a questo disastro sia l’applicazione delle disposizioni di legge in materia di appalti, ovvero il pagamento diretto delle retribuzioni dei dipendenti da parte del Comune e la reinternalizzazione dei servizi privatizzati del trasporto pubblico locale”, conclude Ilari. L”Usb “continuerà a sostenere la protesta dei lavoratori del Consorzio Tpl in difesa dei loro diritti, ed esprime forti critiche nei confronti della moratoria giubilare degli scioperi, che toglierebbe ai lavoratori un fondamentale strumento democratico per far valere i propri diritti”.

Sugli effetti della protesta e sulle conseguenze per i cittadini è intervenuta la associazione Adoc per i diritti dei consumatori che ha commentato:  “L’ennesima giornata di disagi per i cittadini delle periferie romane, oggi completamente spiazzati dallo sciopero, non annunciato dalla società Roma Tpl è gravissimo che non sia stato dato alcun preavviso, migliaia di cittadini sono rimasti completamente abbandonati alle fermate, senza sapere nè capire il perchè, rinunciando ad andare a lavoro, a visite mediche o a scuola. E’ altrettanto scandaloso che non si provveda al legittimo pagamento delle retribuzioni dei lavoratori coinvolti nello sciopero. La crisi, profonda e inarrestabile, del sistema di trasporto pubblico capitolino danneggia pesantemente sia gli operatori del settore che gli utenti del servizio. Mancano i fondi, mancano i soldi, mancano i mezzi e la manutenzione. E l’imminente Giubileo non fa dormire sonni tranquilli ai romani, estremamente preoccupati da un peggioramento, ulteriore, delle condizioni di trasporto”. Così in un comunicato Roberto Tascini, presidente dell’Adoc.

Le posizioni dei lavoratori Tpl sono arrivate fino alle aule della Pisana dove più di un consigliere regionale ha dichiarato la sua attenzione per la problematica. Secondo Riccardo Agostini è “urgente un tavolo tecnico sul trasporto pubblico da parte del commissario Tronca, che risolva velocemente questo stallo amministrativo che rischia di bloccare il 10% del trasporto, quello che Atac ha privatizzato, e con esso tutte le periferie romane”. “La situazione – prosegue Agostini – rischia la paralisi, all’immediata vigilia di un Giubileo che Atac affronterà senza vertici e progetto industriale. Chiediamo dunque al commissario di affrontare subito il nodo Roma Tpl, compresa la questione dei 143 esuberi annunciati dall’azienda”.

Anche il vicepresidente del Consiglio regionale Massimiliano Valeriani ha stigmatizzato questa situazione: E’ inaccettabile che malgrado un contratto di servizio con l’Amministrazione capitolina l’azienda di trasporto blocchi il pagamento degli stipendi ai lavoratori, facendo ricadere su centinaia di famiglie il ritardo nella corresponsione delle risorse per la gestione del servizio”.

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