Fiorella Mannoia e il concertone di Capodanno: dubbi, complotti e verità assolute

La notte di San Silvestro la cantante non si esibirà. In Rete si discute sui presunti motivi

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Aveva destato un certo clamore la notizia dell’esclusione di Fiorella Mannoia dal concertone di Capodanno a Roma. Un’assenza pesante, svelata dalla stessa cantante attraverso la propria pagina Facebook. “Voglio avvertire tutti che il concerto di Capodanno a Roma è saltato” aveva scritto il 24 dicembre, aggiungendo sibillina: “Non chiedetemi perché, non lo so… anche se… un’idea ce l’ho. Approfitto per augurarvi una notte serena. Buon Natale!”. La Mannoia non aveva fornito ulteriori spiegazioni sulle ragioni di quell’esclusione, precisando soltanto, in risposta a un utente, che “Non è il Vaticano che non mi vuole!”.

LA TESI COMPLOTTISTA – Sulla vicenda era però intervenuto il deputato 5 Stelle, Angelo Tofalo, che aveva additato come colpevole di questa vicenda il premier Matteo Renzi. La sua tesi del complotto per estromettere la cantante aveva rapidamente conquistato attivisti e simpatizzanti grillini, così come molti lettori del Fatto Quotidiano. “Cara Fiorella – aveva scritto Tofalo su Facebook – un’idea la tengo anch’io…se in questo bel Paese che si chiama Italia hai il coraggio di esprimere liberamente le tue idee e se queste per caso sono in contrasto con il ‘sovrano di turno’ allora a #‎Capodanno a #‎Roma non puoi cantare. Ma ho anche una soluzione per te… Se il prossimo anno vorrai la tua pagnotta ed il tuo bel concertino personalizzato inizia a parlar piano…stai attenta a non pronunciar parole ‘rivoluzionarie’ e pericolose per i ‘potenti di turno’, gli uomini del re sono ovunque e ci ascoltano…parla piano Fiorella, te lo chiedo per favore, le tue parole potrebbero risvegliare cuori impavidi da un lungo letargo e potrebbe essere messo a rischio il regno del sovrano che, tra conflitti di interessi, mancette di stato a botte di 80€ e salvataggi delle banche dei figli degli amici degli amici, mantiene tutti in un costante sogno… P.S. Oggi più che mai ringrazio tutte le persone LIBERE ed ONESTE che esprimono sempre le loro idee mettendosi costantemente in gioco! Soltanto così l’Italia diverrà molto presto un Paese migliore!”.

L’INTERVISTA – Le parole “rivoluzionarie” e “pericolose” per i “potenti di turno” a cui si riferiva il deputato dei 5 Stelle sarebbero quelle pronunciate dalla Mannoia ai microfoni di Radio Cusano Campus. Intervistata da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio la cantante si era infatti mostrata critica nei confronti di Renzi: «Roma – aveva detto – è una città al collasso e la colpa non è di Marino. Le responsabilità dello sfascio di Roma dipendono da molti. La gestione Alemanno è stata tremenda ma anche il partito democratico sta in mezzo a certi scandali che sono vergognosi. Il pd di sinistra? Assolutamente no. Il povero Berlinguer si starà rigirando nella tomba. Questo partito non rispetta nessuno dei valori cui ho sempre creduto». Delusa dal Pd, Fiorella Mannoia aveva poi aperto al Movimento Cinque Stelle: «Per ora è l’unica forza vera di opposizione che esiste. Meritano fiducia, se poi si comporteranno in maniera diversa da come hanno detto, gli daremo battaglia».

LE VERITÀ ASSOLUTE – Per Tofalo, dunque, la ragione dell’esclusione sarebbe da ricondurre proprio a queste parole pronunciate dalla Mannoia. Una tesi rilanciata dal senatore 5 Stelle Maurizio Santangelo con l’hashtag di protesta #iostoconFiorella e presa per verità assoluta dai molti che su Twitter invitano ora a disertare il concerto di fine anno in segno di solidarietà nei confronti della cantante e che postano commenti su una presunta lobby toscana dello spettacolo capeggiata da Panariello, Conti e Pieraccioni.

E I DUBBI – Eppure i conti non tornano: la notte di San Silvestro, sul palco del Circo Massimo, oltre ai Negramaro si esibirà, infatti, anche Edoardo Bennato. Quell’Edoardo Bennato che con la sua recente “Canzone della Leopolda” si è schierato con l’ex dem Pippo Civati, attaccando il Capo del Governo e accomunandolo all’altro Matteo, il leader leghista Salvini. E che nel suo musical di prossima uscita al Brancaccio di Roma, “Burattino senzafili”, fa “svestire” i panni della fatina giunonica e provocante al ministro renziano Maria Elena Boschi. C’è di più: il Comune di Roma, colpevole, secondo i grillini, di aver assecondato la volontà del premier, ha spiegato di non avere nulla a che fare con la scelta dei cantanti. “Noi non ci siamo occupati dell’organizzazione del concerto – ha svelato Nicoletta Santucci, dell’ufficio stampa del Campidoglio – abbiamo solo affittato lo spazio e tutto è in mano a The Base, che ha trovato gli sponsor”. Secondo fonti del Messaggero, il vero motivo dell’assenza della Mannoia dal palco sarebbe da ricondurre, in realtà, a un mancato accordo economico sul compenso per l’esibizione. Al netto delle certezze altrui, ci sembra siano tanti, al momento, i dubbi sulla vicenda. Ce li teniamo consolandoci col fatto che, come diceva qualcuno diversi secoli fa, solo gli imbecilli non ne hanno.

 

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