Comune di Roma, salario accessorio: a rischio stipendi e servizi

Dopo il blocco da parte del ministero dell’economia c’è il rischio che questa forma integrativa di stipendio non venga più erogata

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L’annosa questione del salario accessorio mette a rischio gli stipendi dei comunales e in ogni caso i servizi quotidiani ai cittadini già vessati da una burocrazia elefantiaca. Succede infatti che il commissario Tronca congeli le buste paga dei 23.000 dipendenti capitolini. Nella sostanza dopo il blocco da parte del ministero dell’economia di oltre due anni fa del cosiddetto salario accessorio c’è il rischio che questa forma integrativa di stipendio non venga più erogata a meno che nelle prossime 48 ore non intervenga il Governo. Si ricorderà che proprio lo scorso anno con l’amministrazione Marino si era giunti a un faticoso compromesso con Cgil Cisl e Uil , allora mediato dal vice sindaco Nieri. Tuttavia l’accordo portato all’approvazione dei lavoratori fu respinto a larga maggioranza dai votanti che rappresentavano solo in parte minoritaria tutti i dipendenti. Il blocco delle ‘indennità a pioggia’ potrebbe comportare conseguenze molto gravi per i Romani come l’assenza dei vigili nei grandi di eventi dei giorni festivi, dalle celebrazioni del Giubileo alle partite di calcio, la riduzione degli orari negli asili nido e degli straordinari agli sportelli. Nel frattempo Tronca ha deciso di sospendere per qualche giorno l’elaborazione delle buste paga di gennaio in attesa di delucidazioni da Palazzo Chigi o dal ministero. Poiché il sistema del salario accessorio, che integra spesso stipendi base di 1.000 euro, non è solo un problema della Capitale, è possibile che il Ministero elabori un provvedimento nazionale che sani le criticità rilevate dalla Ragioneria generale dello Stato e che sblocchi gli extra salariali, legandoli ai risultati raggiunti dai lavoratori. La realtà è che nel corso degli anni la parte variabile dello stipendio dei comunales si è trasformata in un aumento indiscriminato dei salari slegato dalla produttività. Ma in mancanza di una soluzione l’amministrazione non può più pagare il salario accessorio. Da qui la decisione del commissario Tronca che preferisce attendere qualche giorno prima di preparare quelle buste paga che senza il salario accessorio verrebbero ridotte di un terzo. Ipotesi improbabile visto il vento di elezioni imminenti aguzza sempre l’ingegno dei politici. Nel frattempo Tronca fa il suo mestiere e si attiene alle regole.

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