Ignazio Marino si difende e su “affittopoli” attacca Tronca

L'ex sindaco: «Ciò che il commissario del governo Renzi ha astutamente portato alla ribalta è ciò abbiamo messo a marzo 2015 sul sito del Comune»

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Primarie Pd Ignazio Marino
Primarie Pd Ignazio Marino

Ci voleva un videoforum di Repubblica, ripreso dalle agenzie, per rimettere in campo Ignazio Marino a ridosso della raccolta delle firme per le primarie del Pd che vedono in campo il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti e l’on. Roberto Morassut già assessore al’Urbanistica con Veltroni. Una puntigliosa difesa del suo operato che riporta una giusta constatazione riguardante lo scandalo di affittopoli “riscoperta” dai giornaloni romani intenti a valorizzare la figura di Tronca epurator and problems solver. Così il coriaceo Ignazio non gliele manda a dire e afferma «ciò che il commissario del governo Renzi (senza nominare Tronca, ndr) ha astutamente (sic) portato alla ribalta, è ciò abbiamo messo a marzo 2015 sul sito del Comune». Già, tutto trasparente grazie anche al lavoro dell’ex sindaco Sel Luigi Nieri e successivamente dall’assessore Alessandra Cattoi, semmai sarebbe interessante conoscere quali atti concreti la sua amministrazione abbia compiuto per rimediare alla scandalosa situazione di affitti irrisori per locali di pregio in pieno centro. E’ anche vero, ribadisce Marino, che in alcuni di quegli appartamenti abitano pensionati o inquilini che campano con poche centinaia di euro. Anche se «le persone che non hanno diritto se ne devono andare». Ignazio fa riferimento alle difficoltà proprio di fronte ad inquilini che «si sono presentati negli uffici comunali dicendo che spaccavano tutto». Escluso che sindaco e funzionari abbiano ceduto alle intimidazioni resta da vedere, ripetiamo, quanti contratti d’affitto siano stati regolarizzati e quanti non aventi diritto siano stati sfrattati dopo il censimento. La video conferenza non si è tuttavia limitata a questo aspetto perché Marino di sassolini nella scarpa ne ha parecchi. Così ribadisce che non si candiderà alla primarie del suo partito e alla domanda se si candiderà con una sua lista alle comunali aggiunge criptico: «Molti mi chiedono un impegno, a me dispiace lasciare un’operazione incompiuta, e quando sarà il momento dirò la mia». Anche perché «ci sono molti modi per non lasciare un percorso incompiuto». Esclusi propositi di vendetta nei confronti del Pd, Marino non risparmia le critiche a Matteo Renzi a il suo risentimento verso Matteo Renzi e il commissario romano del Pd, Orfini, che lo hanno defenestrato con le firme dei consiglieri di destra e non risparmia nemmeno toni critici nei confronti di Rutelli e Veltroni che gli avrebbero lasciato pesanti eredità fra le quali affittopoli. Data per scontata la sua nota autodifesa perché «pulizia, trasparenza e nettezza non sono piaciute» resta inspiegabile come mai Marino non sia intervenuto sulla corruzione diffusa nell’amministrazione prima degli arresti del dicembre 2014 seguiti all’inchiesta mafia capitale. Nè come tutti i sondaggi lo dessero in caduta libera nel gradimento dei cittadini. Ed è forse questa certezza che lo trattiene dal presentare una sua lista (perdente) quotata al 9% che potrebbe precludere al Pd l’accesso al ballottaggio.

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