Virginia Raggi: buca il video ma anche lei punta sugli annunci

La candidata del Movimento Cinque Stelle alle prese con la complessità della candidatura romana

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Virgina Raggi, M5S, Candidata sindaco di Roma, Movimento 5 Stelle

Mentre il centro sinistra è alle prese con delle primarie piuttosto fiacche e il centro destra si sbriciola nella scelta del suo candidato, Virginia Raggi del Movimento 5stelle ambisce a diventare la prima donna, in tutti i sensi, sindaco di Roma. Incurante delle accuse di aver fatto pratica da avvocato 13 anni fa presso lo studio di Previti con tutti i noti trascorsi giudiziari dell’avvocato, Virginia prosegue la sua campagna elettorale come un rullo compressore con punte di visibilità estreme quale la conferenza alla stampa estera e la partecipazione a Porta a Porta dell’immarcescibile Bruno Vespa.

RAGGI DI BELLA PRESENZA

Di bella presenza e dalla parlantina sciolta, buca lo schermo anche per una contenuta eleganza ed un certo fascino mediterraneo. Accusata di non aver lavorato gran che quando era consigliera comunale viene comunque eletta dalla rete del blog di Grillo con oltre 3.000 voti a discapito del suo ex capo gruppo e candidato a sindaco nel 2013, Marcello De Vito (anche lui avvocato). E dà l’impressione di aver in testa un programma fatto più di tagli giacobini che di sviluppo. La sua nomina avrebbe ottenuto l’endorsement di Di Battista, della pasionaria de’ noantri Roberta lombardi  e del grande guru Roberto Casaleggio. Anzi, Roberto, profeta del fantascientifico futuro digitale, ne starebbe curando minuziosamente l’immagine forte dei sondaggi che anche lui compulsa quasi quotidianamente. A supporto della candidata sarebbero al lavoro gruppi di studio composti anche da esperti e professionisti che stanno elaborando un  programma di governo per la Capitale.

VIRGINIA E LA COMUNICAZIONE

A Virginia invece la comunicazione e gli annunci visto che della complessità urbana non sembra gran che esperta. Sì allo stadio per la Roma e per la Lazio per accontentare le tifoserie capitoline. Sì al referendum per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024 che sconterebbero Governo e poteri forti che invece ci stanno lavorando alacremente. Avanti con i lavori della linea C della Metro fino al Colosseo, peraltro decisione già assunta irrevocabilmente dalla amministrazione Marino. Detto questo la Raggi non risparmia le consuete promesse, ma tanto così fan tutti. «Con noi al governo della città, i debiti prodotti dai partiti li pagheranno i partiti» come non è specificato, ma intanto solletica le aspirazioni forcaiole di molti Romani che vorrebbero i politici appesi a piazzale Loreto. Poi affronta il tema dei 13,6 miliardi di di debito accumulati dal Comune nei decenni e proclama «Se qualcuno pensa di poter continuare a fare cassa sul sociale e quindi sulle famiglie romane sappia che ci opporremo con ogni mezzo.» Fingendo di non sapere che se non interverrà il Governo il Comune andrà in bancarotta e verrà ancora commissariato nel giro di due anni.

LA FIERA DELL’OVVIO

La fiera dell’ovvio si scatena invece sul trasporto pubblico quando Virginia scrive su Facebook «sarebbe più corretto mettere le aziende di trasporto pubblico in condizione di essere più efficienti (corsie preferenziali, semafori intelligenti, più mezzi pubblici e servizio più capillare) e, solo dopo, inserire i rimborsi (ovvero il finanziamento previsto dal contratto di sevizio, ndr) se il servizio fosse ancora carente».  Punita così l’Atac che dovrà restare rigorosamente di proprietà del Comune, Virginia punta sulla fine dei privilegi fiscali del Vaticano e auspica una lotta all’evasione tariffaria, ma resta sul generico.

Poi c’è il capitolo dei tagli alla spesa, come fare? Qui le spara davvero grosse affermando che solo dai tagli potrebbero liberarsi circa 1,2 milioni di euro. Anche se  una delle soluzioni proposte di Grillo (seguita da una pronta retromarcia) era quella di licenziare le migliaia di fannulloni che lavorano al Comune, ma qui la Raggi ci va cauta e non specifica. Ora siamo ben consapevoli del discredito che ha travolto tutta una classe dirigente ( non solo politica) capitolina, ma come si usa chiedere agli elettori degli States per quotare gli avversari, comprereste una macchina usata dalla signora Raggi? Lasciamo ai lettori la risposta.

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