Incendio a Pomezia e mense scolastiche a Roma: divieti e confusione

Pd: “Raggi si scusi per l'errore di comunicazione”

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mense scolastiche

A Roma sembrerebbe regnare la confusione più totale dopo l’incendio di venerdì scorso alla ditta Eco X di Pomezia. Aveva infatti sorpreso tutti la drastica decisione del Comune che, nella serata di martedì, aveva disposto il “divieto immediato di approvvigionamento delle derrate alimentari provenienti da un raggio di 50 km dal luogo dell’evento” per le mense scolastiche. Un’area decisamente ampia se si considera che perfino l’ordinanza del sindaco di Pomezia parlava di appena 5 chilometri di interdizione. Oggi, però, il divieto del Campidoglio è diminuito misteriosamente in modo drastico, allineandosi a quei 5 chilometri che rappresentavano, di fatto, l’indicazione datata dalla Asl Rm6. Le mense scolastiche della capitale non potranno quindi utilizzare i prodotti ortofrutticoli provenienti da campi di raccolto compresi nel raggio di 5 chilometri dall’azienda di stoccaggio.

A svelare il motivo della modifica di quel divieto è stata la consigliera comunale del Pd Valeria Baglio. “L’approssimazione – ha raccontato – regna sovrana in Campidoglio. Il dipartimento Ambiente scrive alle ditte appaltatrici del servizio mensa e vieta di portare nelle mense scolastiche i prodotti provenienti da un raggio di 50 km dalla zona del rogo della Pontina e fa riferimento alla ordinanza numero 6 del sindaco di Pomezia, che però parla di 5 chilometri di interdizione. L’errore viene poi confermato dalla comunicazione della sindaca Raggi, che ieri sera parla di divieto nei 50 chilometri in un comunicato stampa, evidentemente redatto frettolosamente appena giunta la notizia della mozione presentata dal Pd in Aula poche ore prima per vietare i prodotti contaminati nelle mense scolastiche”.

“Stamattina – ha proseguito Baglio – in Campidoglio si cerca subito di ‘mettere una toppa’ comunicando che la zona vietata si è ridotta a un raggio di 5 chilometri, perché così ha stabilito il comune di Pomezia. Nel leggere la notizia però il sindaco Fucci a Pomezia deve essere saltato sulla sedia visto che nelle sue ordinanze mai aveva parlato di 50 chilometri per le aree vietate. Infatti, la notizia pubblicata sul sito istituzionale è stata rettificata dal Campidoglio con una meglio precisata riduzione a 5 chilometri ‘come indicato in tutte le ordinanze emanate dal Comune di Pomezia dopo l’incidente’, ammettendo l’errore del dipartimento capitolino”.

“Non solo la sindaca Raggi aspetta quattro giorni per decidere di vietare i prodotti contaminati nelle mense, e lo comunica dopo la presentazione della mozione del Partito Democratico – ha attaccato –, ma in Campidoglio copiano anche male e confondano 5 con 50. Davvero siamo spaventati di tanta approssimazione, che conferma l’inadeguatezza di una classe politica, tanto più grave quando riguarda temi delicati come la salute dei più piccoli. Così inoltre si rischia di minare la fiducia dei cittadini nell’istituzione locale e di creare confusione. Quella che si e’ infatti creata stamattina tra le ditte appaltatrici e il Campidoglio, e tra le famiglie e le scuole. In Campidoglio dovrebbero quanto meno vergognarsi e chiedere scusa dell’errore”.

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