Febbre da cavallo a Roma, si sgombera Capannelle

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L’Assessore allo sport Daniele Frongia ieri pomeriggio ha diffuso un comunicato con il quale ha assunto la responsabilità politica della chiusura dell’impianto di Capannelle. 

Alla  conferenza stampa di qualche giorno fa si fece presente che le scuderie dell’ippodromo possono ospitare fino a 1.000 cavalli con una ricettività di oltre 20.000 persone, quattro tribune, bar ristorante e l’agenzia di scommesse. Venticinque torri faro illuminano le piste dell’ippodromo delle Capannelle.

Quindi non è affatto normale, come vorrebbe far intendere l’assessore, intimare lo sgombero alla importante struttura  dell’ippica romana facendosi scudo, come accade usualmente con l’amministrazione Raggi, con le responsabilità delle passate consiliature. Così come, secondo gli operatori di Capannelle, risulta contraddittorio affermare  che le corse saranno garantite per tutto il 2018 e poi intimare lo sgombero entro i prossimi 180 giorni.

Nel comunicato Frongia invita a non strumentalizzare sulla sorte dei lavoratori già licenziati nel corso degli anni, mentre rimangono forti le preoccupazioni per la sorte dei lavoratori attualmente impegnati nell’ippodromo. Parliamo  di 200 addetti direttamente impegnati nell’ippodromo cui ne vanno aggiunti almeno 1.000 per l’indotto senza considerare i 1.000 equini, compresi quelli ‘emigrati’ da Tor di Valle  e le 20  famiglie abitano nell’area di Capannelle. 

Una situazione che  può portare all’esasperazione tanto che alla precedente conferenza stampa il rappresentante sindacale ha promesso di portare i cavalli sulla piazza del Campidoglio e in qualunque altro luogo si decida delle sorti dell’ippodromo.

Stando a quanto affermato nel comunicato dell’assessore  la società concessionaria, se non cambia qualcosa, lascerà Capannelle dal 1 gennaio non avendo interesse (e, forse, neppure la possibilità) a fare le corse per un periodo di tempo così limitato. 

Mentre non è ben chiaro quale atteggiamento assumerà il Comune di fronte all’evidenza di questi fatti, mentre in nome della legalità giuridica, che sarà comunque oggetto di prevedibili contenziosi,  si finisce per considerare   impianti che erogano un servizio pubblico alla stregua di un qualsiasi immobile.

Sullo sfondo un problema ancor più intricato perché le decisioni del Comune su Capannelle  comporterebbero losgombero di tutti gli impianti sportivi con concessione scaduta, compresi quelli che hanno fruito della proroga, che secondo gli uffici comunali non è coerente con le nuove normative.

Balthazar

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