Rifiuti, i Cinque stelle mentono ai cittadini. Lo dice il Pd

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La situazione dei rifiuti a Roma per Michela Di Biase (capogruppo capitolino del Pd) è in piena emergenza, quindi i 5stelle mentono ai cittadini. Non solo, ma sono paralizzati da una assoluta mancanza di strategie dopo aver demolito quanto è stato fatto dalla giunta Marino.

RIFIUTI: E’ EMERGENZA

«Siamo in una situazione di emergenza che contrasta con l’ottimismo dell’assessora Montanari, con quartieri intasati e monnezza per strada denunciata da cittadini e media». Per questo il gruppo consiliare del Pd ha chiesto per domani la discussione in aula, mentre si sta discutendo dello Statuto di Roma Capitale la cui sorte non interessa a nessuno.

Eppure una soluzione provvisoria era stata pure trovata con l’invio dei rifiuti ‘tal quale’ in Emilia Romagna sulla base, aggiunge la Di Biase «di una precisa richiesta dell’AMA e quindi dal Comune di Roma, cui è seguito un improvviso cambio di orientamento a causa del costo di trasporto e smaltimento di 116 euro a tonnellata e non i 180 agitati pretestuosamente dall’amministrazione Raggi».

LA DENUNCIA DEL PD

Venendo poi ai punti specifici del fallimento grillino sulla politica dei rifiuti, il Pd denuncia che la raccolta differenziata è praticamente ferma al 42% (o qualche punto in più) del 2015 secondo l’unico dato ISPRA disponibile. Inoltre gli impianti di trattamento sono ormai al limite e hanno un’autonomia di soli 5 giorni. Per non parlare della ‘flotta’ dei mezzi disponibili che secondo l’assessora Montanari vedrebbe impiegati 280 mezzi in più di cui è difficile trovar riscontro.

«Se – prosegue la capogruppo del Pd –  siamo in piena emergenza rifiuti» la polemica, di sapore elettorale, con Zingaretti non giova. Infatti nel corso della conferenza stampa è stata esibita una lettera con la quale la Regione dimostra di non poter procedere all’ubicazione di altri impianti perché la Città Metropolitana non ha ancora indicato dove, come e quando costruirli. Con il particolare non irrilevante che Virginia Raggi è anche la sindaca della Città Metropolitana. 

SOLUZIONI POSSIBILI?

Secondo il Pd la causa del disastro e insita nella rinuncia (immotivata) degli eco-distretti proposta da Marino/Fortini mentre «non c’è ancora uno straccio di documento che indichi come risolvere il problema, se non propaganda e fumose dichiarazioni su “rifiuti zero”».

Quanto al tritovagliatore mobile ormai allocato ad Ostia, Michela Di Biase ha ricordato puntigliosamente le dichiarazioni pubbliche del capo gruppo grillino Ferrara e della minisindaca Di Pillo che escludevano categoricamente questa soluzione. 

La consigliera Valeria Baglio ha voluto invece avere notizia del misterioso piano industriale di Ama accampandosi pervicacemente alla portineria dell’azienda per ricevere un documento (mai pubblicato) risalente alla presidenza di Antonella Giglio, licenziata dalla Raggi nel maggio 2017 seguita dal direttore generale Stefano Bina licenziato a novembre senza venir sostituito dall’attuale presidente Bagnacani.

Questo piano, riferisce la Baglio «non sarebbe stato pubblicato perché sarebbe stato incardinato nel Piano Economico e Finanziario (DEF) del Comune decisivo per il rinnovo della concessione ad Ama per altri 15 anni». Un documento che avrebbe dovuto venir approvato dalle banche e dai revisori dei conti. Ma mentre il piano della giunta Marino prevedeva un indice di autonomia dell’azienda pari al 70% nella gestione dei rifiuti, quello  della Giglio prevede un indice del 29%. Se ne deduce che «il restante 71% dovrebbe  gestito da terzi.» 

Se questo è il quadro resta ancora da capire se sarà sufficiente l’aiuto dell’ Abruzzo e della Rida di Acilia (contestata peraltro dagli stessi consiglieri grillini alla Pisana) per smaltire le 8.000 tonnellate ammucchiate negli impianti di Trattamento Meccanico e Biologico (TMB) di Cui il comune dispone. 

Consentiteci la battuta, ma il futuro comincia davvero a puzzare.

Giuliano Longo

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