Ok alla Cisterna Valmontone. I comitati: «Ci opporremo con ogni mezzo»

186 km di infrastrutture per un costo (iniziale si intende) che si aggira intorno ai 2,8 milioni di euro. Le associazioni: «Mettete in sicurezza la Pontina»

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186 km di infrastrutture per un costo (iniziale si intende) che si aggira intorno ai 2,8 milioni di euro. È la più grande colata di cemento mai pensata prima in provincia quella del “Corridoio Intermodale Roma-Latina” e del “collegamento Cisterna-Valmontone”. Oggi, dopo una lunga battaglia a colpi di sentenze e petizioni hanno ripreso il via le procedure di gara. La Società “Autostrade del Lazio” – società mista composta al 50% da Anas SpA e dalla Regione Lazio – ha infatti revocato la sospensione temporanea della procedura. La ripresa è stata disposta dopo la conferma da parte del Ministero dei Trasporti della sussistenza delle fonti di finanziamento e dell’inserimento dell’opera nell’elenco delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE.

MALUMORI – Associazioni ambientaliste, comitati di quartiere e aziende agricole hanno annunciato battaglia. Si chiede l’annullamento del progetto e l’utilizzo di queste risorse per la messa in sicurezza della via Pontina e la realizzazione di una metropolitana leggera a servizio dell’intera provincia. «Cominciamo ad organizzare l’ecoresistenza frontale al futuro cantiere – dichiara il comitato No Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera. In questo luogo meraviglioso hanno previsto la devastante opera della Bretella Cisterna Valmontone, non possiamo permetterlo».
«La notizia – dichiara in una nota Valentina Corrado, capogruppo del M5S Lazio – non può che provocare un moto di sgomento in ogni cittadino e contribuente laziale, che vede profilarsi all’orizzonte l’ennesima opera inutile a spese della collettività. Noi del M5S – prosegue – negli incontri con i comitati e con i pendolari abbiamo sempre ribadito la nostra contrarietà a questa opera che non porterà nessun beneficio al pubblico ma solo ai privati. La storia giudiziaria di questo progetto dovrebbe suggerire a tutti di desistere ma ci sono interessi economici molto forti che uniscono destra e sinistra e che pongono il buonsenso in secondo piano davanti ai calcoli elettorali. Si metta in sicurezza la Pontina e si vada avanti sul progetto di una metropolitana leggera che favorisca i pendolari e non i soliti cementificatori con buone entrature nelle istituzioni».

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