Piani di emergenza, l’allarme dei Geologi

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È notizia di questi giorni che diversi comuni della provincia di Roma si siano attivati, sindaci e consigli comunali, per approvare il nuovo piano comunale diProtezione civile. Cerveteri, Santa Marinella, Tivoli e Monterotondo, solo per fare qualche esempio. Un bel risultato si direbbe, specialmente se si pensa che nel Lazio solo il 70 per cento dei comuni possiede un piano di emergenza. Apprezzabile la solerzia, se non fosse che deriva da una scadenza fissata dalla Regione Lazio: quella del 5 dicembre prossimo. Ma quale è il senso di tutta questa attività? Lo ha spiegato ieri il presidente dell’Ordine dei geologi del Lazio Roberto Troncarelli.

Con l’entrata in vigore della delibera di giunta regionale 415 dell’agosto 2015 “Aggiornamento delle linee guida per la pianificazione comunale o intercomunale di emergenza di protezione civile – modifica alla Dgr Lazio 363/2014”, era stata definita una tempistica certa per l’approvazione dei Piani di Emergenza Comunali (Pec) e per fornire le linee guida operative per la redazione degli stessi. Ma, ha spiegato Troncarelli, “ad oggi pochissime amministrazioni comunali hanno ottemperato a tale obbligo, anche e soprattutto per la lamentata carenza di risorse economiche da destinare all’affidamento degli incarichi per la predisposizione, l’aggiornamento o l’adeguamento di tali piani. Per questa ragione la previsione, contenuta nelle comunicazione della Regione Lazio, di contribuire con fondi regionali – prosegue il presidente dell’Ordine dei Geologi Lazio – alle spese sostenute dai Comuni ha determinato una corsa da parte degli stessi al conferimento di incarichi a professionisti abilitati, tra i quali numerosi geologi”.

Ma questo, secondo l’ordine dei Geologi starebbe generando piani realizzati frettolosamente solo per rientrare nei limiti posti dalla Regione. Per questo i geologi del Lazio hanno chiesto alla Regione Lazio, in una lettera, il differimento di 90 giorni dei termini per la trasmissione, da parte dei Comuni, dei Piani di Emergenza comunale alla Regione stessa.

Ai sindaci  – ha spiegato Troncarelli – è stata ricordata dalla Regione Lazio la necessità di svolgere studi e analisi puntuali sugli scenari emergenziali e conseguentemente di individuare il modello di interventi da adottare, nonché le aree di emergenza e le funzioni di supporto ai sindaci stessi. Si tratta dei contenuti del Piano di Emergenza Comunale, dei quali ogni singolo primo cittadino è obbligato a dotarsi, ai sensi della Legge 100 del luglio 2012”.

Le conseguenze di questo sollecito, combinato con la scadenza del 5 dicembre sono evidenti. Spiega ancora Troncarelli: “Poiché i Comuni stanno ritenendo che l’erogazione dei contributi regionali sarebbe condizionato al rispetto della scadenza del 5 dicembre per la trasmissione alla Regione Lazio dei PEC, – spiegano ancora dall’Ordine – è facilmente immaginabile la convulsione con cui le amministrazioni comunali stanno in queste settimane conferendo incarichi, ponendo quale “conditio sine qua non”, quella inderogabile di predisporre i PEC entro i termini suddetti, strettissimi e operativamente irreali”.

Irreali perché i piani di emergenza comunali “sono documenti nei quali sono contenute informazioni e indicazioni mediante le quali – precisa Troncarelli -, tutti i soggetti chiamati a intervenire in caso di evento calamitoso, devono operare con modalità efficaci ed efficienti. Insomma, un documento sensibile e strategico con ricadute su aspetti anche sociali, afferenti la sicurezza e la pubblica incolumità nella gestione della eventuale emergenza e post emergenza”.

Dunque, alla luce di tutto questo e allo scopo di “scongiurare la redazione veloce, incompleta, non conforme alla legge dei PEC, o redatti in seguito alla pressione esercitata dalle amministrazioni comunali sui professionisti incaricati dalle stesse”, l’Ordine dei Geologi del Lazio chiede alla Regione Lazio e alla giunta Zingaretti un atto di proroga di 90 giorni del termine del 5 dicembre 2016 per la trasmissione dei PEC. “Si tratta di un atto di logica, buonsenso e teso alla sicurezza dei nostri territori”, ha concluso Troncarelli.
Francesco Unali

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