Comune di Roma, sui dipendenti Marino risolve un guaio di mezza Italia

Un sindaco incontenibile in diretta su una radio romana non ha saputo trattenere l'entusiasmo sulla vicenda del salario accessorio

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Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, recita un vecchio proverbio, ma nonostante la questione del salario accessorio dei comunales sia ancora da definire, il sindaco Ignazio Marino questa mattina a Radio Radio non si teneva proprio. «Roma si è fatta carico di un problema che riguarda centinaia di Comuni, dalla Lombardia alla Sicilia» ha dichiarato con fierezza come se prima Roma non dovesse “farsi carico” dei tanti suoi ed irrisolti problemi. Poi con malcelata modestia ha affermato: «la guida che Roma ha voluto esercitare sta risolvendo un problema per centinaia di Comuni in tutta Italia». Capperi. E dici poco, solo per questo la Capitale meriterebbe un salva Roma quater ed extracosti sovvenzionati con centinaia di milioni.

IL SINDACO E GLI IMPRENDITORI – Poi, gasatissimo,  ha comunicato di aver incontrato «gli imprenditori responsabili della ferita indecente degli ex Mercati generali nel quartiere Ostiense affinché i lavori riprendano senza esitazione». E mentre gli atterriti imprenditori dell’Ostiense riaccendevano i loro macchinari in fretta e furia ha annunciato per l’ennesima volta che «tra poco inizieranno anche i lavori nelle ex caserme di via Guido Reni, dove saranno realizzati case, alloggi sociali e il museo della Scienza (mentre) per l’ex Fiera su via Cristoforo Colombo si sta lavorando attivamente per un progetto importante di riqualificazione» che probabilmente è lo stesso da almeno 10 anni fa o giù di lì. Meno male che il sindaco delle legalità ha cancellato ben 160 delibere di orrida cementificazione e si appresta a far edificare (ovviamente dai costruttori cui ha “cancellato” le delibere) 1072 alloggi popolari entro 18 mesi.

IL SINDACO E LA PROPAGANDA – Certo, le  promesse richiedono tempo, ma  le europee bussano alle porte. Quindi è buono e giusto che il sindaco faccia un pò di propaganda alla sua Amministrazione che secondo l’opinione (erroneamente) diffusa, sino ad oggi non ha concluso gran che. Un pò perché alle prese con i danni delle amministrazioni precedenti (non escluse quelle di sinistra), ma soprattutto a causa della spending review e del colossale indebitamento della Capitale cui il salva Roma sta tentando di mettere una pezza. D’altra parte Matteo e Ignazio filano ormai d’amore e d’accordo, come non manca di sottolineare sempre il sindaco. A questo punto  le trappole potrebbero venire tese solo dalla sua infida maggioranza.

TUTTO FERMO FINO ALLE ELEZIONI – Per il momento tutta  in apnea sino al 26 maggio quando l’esito elettorale sancirà  anche l’indice di popolarità del  sindaco e del Pd che l’ha fatto eleggere. Se il risultato non dovesse corrispondere anche a Roma a quel 33% minimo dei consensi previsto dal Presidente del Consiglio c’è una  parte del Pd locale (i disfattisti)  pronto a mettere sotto tutela un sindaco che fiuta l’antipolitica dilagante e quindi snobba anche il suo di partito. Eppure il rischio maggiore per il chirurgo potrebbe venire proprio dal conterraneo e irsuto comico genovese che, sbaraccato anche questa volta  il Pd dalla tradizionale piazza san Giovanni, intende portare il suo movimento ben oltre il 16% delle comunali. Allora con fragore di tuono risuonerebbe  la campana a morto per la sinistra romana che ben difficilmente si farà consumare a fuoco lento per i prossimi 4 anni. Ma la fortuna giova agli audaci e se Marino proprio audace non è almeno fortunato potrebbe esserlo.

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