Ennesimo attacco a una sede Pd, a Roma è emergenza democratica

A Trastevere ancora un atto intimidatorio contro il maggiore partito della città. Numerosi gli episodi nell'ultimo anno e mezzo

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La sede del circolo del Pd Trastevere è stata devastata nella notte. Si tratta di una serie di episodi che negli ultimi tempi hanno preso di mira le sedi di altri circoli con una recrudescenza preoccupante. Tutti i dirigenti locali e nazionali del partito quale il senatore Luigi Zanda e l’eurodeputato Enrico Gasbarra hanno invitato a respingere con fermezza l’intimidazione. «L’ennesimo tentativo di intimidire militanti che ogni giorno svolgono con passione un compito importante per il territorio, di ascolto, partecipazione e condivisione con i cittadini» ha detto il governatore Nicola Zingaretti vicino a tutti gli iscritti del circolo. Mentre il sindaco Ignazio Marino ha parlato di un atto intimidatorio compiuto da chi «utilizza la violenza per imporre la legge del più forte, persone per cui in questa città non c’è spazio.»

GLI ALTRI EPISODI CONTRO LE SEDI PD – Fra scritte ingiuriose e danneggiamenti i circoli colpiti nello solo nella primavera dell’anno scorso sono stati almeno 4 fra i quali quello storico di San Giovanni. La sede regionale del partito alle Sette Chiese aveva subito una irruzione nel gennaio dello scorso anno che aveva fatto seguito a quella del novembre del 2013 seguita ai primi di dicembre sempre nello stesso anno anno dall’attacco al circolo di San Lorenzo. Ma ripercorrendo anche le cronache più recenti, fenomeni di microvandalismo verso le sedi del Pd si vanno diffondendo con preoccupante intensità.

PARTITO IN FASE DI RIORGANIZZAZIONE – Soprattutto in un momento come questo di particolare debolezza del partito che il commissario Matteo Orfini sta tentando di rianimare dopo lo shock di mafia Capitale. Il perpetuarsi di questi atti potrebbe anche riflettere un attivismo della destra estrema che peraltro si era manifestata anche in occasione delle proteste di Tor Sapienza e in numerosi episodi di omofobia e scritte razziste e antiebraiche. Curioso il fatto che tali fenomeni frequenti anche nelle periferie non abbiano ancora richiamato l’attenzione del Comitato per l’ordine e la sicurezza (democratica) come sarebbe accaduto in altri tempi.

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