Salvini sceglie Marchini e beffa Bertolaso

Con il mancato accordo su Roma si riapre la questione della leadership nazionale del centro destra

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A questo punto i giochi per la candidatura di Bertolaso e la corsa del centro destra al sommo soglio capitolino, potrebbero davvero riaprirsi tutti creando fratture di difficile composizione. Eh sì perché Matteo Salvini proprio non se la sente di appoggiare l’uomo di Berlusconi, quel Guido Bertolaso che invece si è già lanciato nella campagna elettorale.

IL CARROCCIO PREFERISCE MARCHINI

Più che sussurri ormai sono grida vere e proprie quelle che si levano da attendibili fonti parlamentari del Carroccio secondo le quali l’ex uomo del “fare” della Protezione Civile alla fine della fiera rischia di arrivare quarto. Quindi era meglio puntare su Marchini «che almeno avrebbe avuto la chance di giocarsela al ballottaggio».

I GAZEBO PER SCEGLIERE IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA

La decisione di consultare i cittadini con improvvisati gazebo in una metropoli di due milioni e mezzo di abitanti con sterminate periferie, sembra più una “ammuina” per pestare l’acqua nel mortaio, che una decisione politica attendibile. Certo, sabato e domenica alcuni gazebo verranno allestiti in alcune piazze della Capitale. E ci saranno pure alcuni parlamentari del Carroccio sul territorio come Barbara Saltamartini e i rappresentati dei Municipi di ”Noi con Salvini”. Ai cittadini verrà chiesto di esprimersi su quello che dovrà essere il candidato: le opzioni sono Alfio Marchini, Guido Bertolaso, Francesco Storace, Fabio Rampelli, Irene Pivetti (sic). Una scelta tanto ampia quanto sconclusionata e più simile alle ristrette consultazioni dei grillini, con i loro 3.000 iscritti votanti sul blog di Grillo, che alle primarie del Pd. Con una manciata di voti anche Salvini spera che i romani dicano un chiaro ”no” a Bertolaso per poter esprimere un candidato alternativo. Incurante dei ”maldipancia” dei Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni.

L’IRRILEVANZA DI FRATELLI D’ITALIA

Ma i leghisti fanno sapere che non può essere Giorgia a dettare le condizioni sul candidato a Roma, perché non c’è più la visione di un centrodestra tripartito tra Nord, Centro e Sud. Anche perché se a Milano i Fratelli d’Italia si sfilassero su Stefano Parisi sarebbe del tutto irrilevante. E pensare che al pranzo della Santanchè, qualche settimana fa, Salvini e Giorgia sembravano concordi con la Le Pen nel costituire un nuovo fronte della destra populista ed anti Unione Europea. Poi Salvini deve essersi accorto che Giorgia a livello nazionale conta il 4%, Forza Italia è al 10-11% e lui ha il 14, anche se è in lieve calo nei sondaggi. Insomma Salvini, che con Marchini aveva avuto qualche abboccamento nei mesi scorsi su Roma, gioca duro e sostanzialmente ridimensiona i Fratelli di Giorgia che peraltro vorrebbero essere competitivi proprio sullo stesso terreno politico che Matteo sta arando da tempo.

BERTOLASO A RADIO 2

C’è da scommettere che dai gazebo uscirà il nome di Marchini che a questo punto se la dovrà vedere a destra con Bertolaso il quale se la prende con filosofia. «Salvini ha problemi interni che deve risolvere e che riguardano questioni della Lombardia» dice Guido in diretta su Radio 2 alla trasmissione ”Un giorno da pecora”. «Si sta riposizionando e sta cercando di far diventare qualcuno più influente di qualcun’altro». E prosegue «è la solita politica. Io non ho sentito parlare di primarie a Milano, Torino e Bologna, ma la politica è una grande contraddizione e io sono contento di non essere un politico». Peccato, perché rischia di venir sostenuto non solo da un Berlusconi in decadenza ma dai Fratelli che sono comunque eredi della fascisteria romana che portò alla vittoria di Alemanno nel 2008. Con il mancato accordo su Roma si riapre la questione della leadership nazionale del centro destra, perché, con tutto il rispetto, Roma non è Milano e nemmeno Torino e Bologna, e Renzi non vuol certo perderci la faccia. Scommettiamo che il suo candidato Giachetti vincerà le primarie del Pd?

 

Giuliano Longo

 

(Foto Agenzia Dire)

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