Salvini: “Gabrielli ha fallito”. La replica: “A Roma non servono farmaci dal nord”

Botta e risposta a distanza tra il leader della Lega e il prefetto della capitale

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“Il prefetto Gabrielli a Roma ha fallito totalmente. Sia licenziato e cambi lavoro” tuona Matteo Salvini. E’ uno scontro a distanza quello tra il leader della Lega e il Prefetto di Roma. Tor Sapienza e via Salviati sono stati il teatro di Matteo Salvini, il parlamentino della Camera di commercio per Franco Gabrielli. I due non si incontrano, ma al centro c’è lo stesso tema, il più caldo della campagna elettorale: la gestione dei campi Rom e la sicurezza in città.

SICUREZZA ELETTORALE

Argomento forte solo in prossimità del voto amministrativo che peraltro riguarda una percentuale minima dei residenti a Roma e tiene banco soprattutto in alcune periferie, a loro volta dimenticate. Ma ieri la visita del leader della Lega nelle periferie più colpite dal degrado ha acceso lo scontro, anche dopo alcune dichiarazioni del prefetto di Roma al fulmicotone: “Anche Roma ha i suoi anticorpi e non necessariamente bisogna assumere farmaci di provenienza nordica per avere risposte ai problemi” ha detto il prefetto in mattinata, aggiungendo che “quel tanto di buono che ha Roma – aggiunge – viene soffocato da una narrazione che non gli rende completamente giustizia”.

SUPERARE I CAMPI ROM

Gabrielli spiegava agli imprenditori che i campi rom “sono diventati terra di nessuno” e “vanno superati” e che “dalla fine della Giunta Alemanno, il Comune non ha speso più soldi, perchè non ne aveva. La Giunta Alemanno li ha spesi non perchè era più sensibile, ma perchè c’era l’emergenza. Finiti i soldi, sono finite le attenzioni. E allora non sono stati più governati e sono diventati terra di nessuno. E i problemi dei roghi tossici e del rovistaggio sono esplosi in modo esponenziale. La soluzione è il superamento dei campi, per i quali siamo sotto infrazione comunitaria, ma se non c’è l’amministrazione possiamo fare tutti i tavoli che volete, scomodare pure Scavolini, ma la soluzione non la troviamo”.

E sottolineava la forza dei media nel rappresentare negativamente le vicende romane, ricordando la sparatoria durante la rapina di martedì a via Val Pellice: “Ieri c’è stata una rapina dove, peraltro, il conflitto a fuoco non è stato tra bande, ma tra rapinatori e poliziotti che hanno arrestato i due autori della rapina, due italiani arnesi di una certa destra di carminatiana memoria. Ma la rappresentazione che è stata data è quella di un far west, di una città senza controllo”.

L’ATTACCO DI SALVINI

Intanto, poco più tardi nella periferia est, Salvini veniva a contatto con le tensioni che agitano Tor Sapienza e il campo di via Salviati, approfittandone per lanciare strali contro l’ex capo della Protezione civile: “Il prefetto Gabrielli a Roma ha fallito totalmente. Sia licenziato e cambi lavoro” ha detto senza mezzi termini. “Chi vuole governare con la Lega – ha detto Salvini – a Roma, come a Torino, Milano e Bologna, deve avere la legalità, l’ordine pubblico, la sicurezza, la pulizia e il decoro come primo punto all’ordine del giorno”. E all’interno del campo di via Salviati: “Se c’è qualcuno che ha dei diritti bisogna aiutarlo, per gli altri nessuna tolleranza”. E sul candidato del centrodestra risponde a una domanda sull’alternativa a Bertolaso: “Un nome ce l’ho, un romano, ma lo dico nei prossimi giorni”.

Ma a far calare il silenzio sulle polemiche usa e getta di questa giornata elettorale ci hanno pensato gli stessi Rom che interpellati nel corso della visita hanno risposto: “La colpa di tutto questo è della politica. Prima di essere eletti promettono, poi ci abbandonano a noi stessi. Siamo 80 famiglie e 850 persone e tutti lavoriamo”.

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