Asili nido affollati, la Regione Lazio vuole vederci chiaro

L'assessore alle politiche sociali vuole chiarire la situazione a Roma dopo il provvedimento del sindaco Marino

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Gli asili nido non bastano mai e in più con le recenti vicende al comune di Roma, con il contratto in via di modifica, la tensione dei giorni scorsi non accenna a calare. Gruppi di educatrici hanno manifestato contro le decisioni del sindaco Ignazio Marino e della sua giunta. Ma ora la questione è arrivata addirittura alla Regione Lazio, dove mercoledì pomeriggio alla Pisana si è discusso in aula alla presenza dell’assessore al sociale Rita Visini. Le sue parole seguono un’interrogazione della consigliera Tarzia, e mettono al centro la possibilità che venga ridotto il rapporto di Sette a uno previsto dalla legge, bocciando almeno in parte l’iniziativa del campidoglio.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE VISINI – Di fronte a questa possibilità la Visini ha spiegato: “Cio’ che posso fare per venire incontro alle esigenze di tutti questi genitori in questa situazione, e’ farmi prossima al Comune di Roma, all’assessorato competente, per verificare e portare voce di questo grande disagio”. Lo ha detto in occasione del question time dopo le modifiche apportate dal Campidoglio al contratto integrativo decentrato degli educatori. Tarzia, dal canto suo, aveva spiegato che “la chiamata per sostituzioni degli insegnanti dei nidi solamente a partire dalla seconda assenza e non dalla prima” provoca “la presa in carico di un numero maggiore di bambini per singolo insegnante” e non rispetta il rapporto di 1 a 7 stabilito dalla legge regionale 12/2011. Per questo la consigliera regionale ha chiesto “se i provvedimenti di Roma Capitale siano rispettosi della normativa regionale vigente”.

RISCHIO POCHI EDUCATORI – Per rispondere Visini ha citato due circolari “diffuse nel 2011 immediatamente a ridosso dell’approvazione della norma richiamata” dalla stessa Tarzia nell’interrogazione: “Il rapporto stabilito, un operatore ogni sette bambini e’ da considerare fisso e inderogabile in quanto mette in correlazione due parametri stabili, numero di bambini effettivamente iscritti e numero di operatori in organico, mentre e’ da considerarsi come indicativo e regolativo nella concreta gestione quotidiana in considerazione della imprevedibile variabilita’ del numero di bambini presenti nel corso della giornata e delle possibili improvvise assenze dal servizio, per malattia o altro, di uno o piu’ operatori. Rientra ovviamente tra i doveri del responsabile del servizio- ha sottolineato l”assessore- sia l”oculata programmazione dei turni di lavoro dei lavoratori, sia la tempestiva sostituzione degli operatori assenti”. La replica di Tarzia: “Le parole che lei ha detto sono molto chiare. È inderogabile il rapporto uno a sette bambini e per rispettare questo e’ evidente che questo nuovo contratto varato dal sindaco Marino e’ assolutamente inaccettabile”.

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