Cotral, Palozzi e la stratosferica buonuscita del capo del personale

Persiste il problema delle società pubbliche in dissesto e delle liquidazioni esorbitanti

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Il Corriere delle Sera nell’edizione romana riporta la notizia che le Fiamme Gialle hanno sequestrato la lettera che Adriano Palozzi già presidente del Cotral dal novembre 2011 al gennaio 2013, avrebbe riconosciuto all’allora capo del personale Silvio Blasucci la stratosferica buonuscita di 800mila euro. La lettera sarebbe stata firmata prima delle elezioni che avrebbero portato alla presidenza della Regione Lazio Nicola Zingaretti a seguito delle dimissioni di Renata Polverini. La cifra riconosciuta equivale a tre anni di preavviso in caso di licenziamento su una busta paga da favola.

L’INDAGINE SU PALOZZI – Negli atti dell’inchiesta in corso che vede indagato lo stesso Palozzi, oggi consigliere regionale, il Pubblico ministero ha così motivato la decisione del sequestro: “Rilevato che dagli atti emergono gravi indizi di reità in ordine agli ipotizzati reati (323 del codice penale, abuso d’ufficio per Palozzi, ndr) e che, ai fini dei riscontri oggettivi e documentali del contenuto della denuncia, è necessario procedere in qualsiasi luogo ove sono custoditi, al sequestro di: lettera Cotral del 24 gennaio 2013 depositata nella stessa data nella Presidenza indirizzata a Blasucci Silvio e avente come oggetto: Integrazione delle condizioni economiche e normative del contratto di lavoro e sottoscritta da Adriano Palozzi nella sua qualità di Presidente di Cotral spa”.

LIQUIDAZIONI ESORBITANTI DA SOCIETÀ IN DISSESTO – Non è certo questa l’unica indagine in corso sul Cotral, ma risulta ben difficile che i nuovi vertici del Cotral impegnati nel risanamento dell’azienda possano accogliere una richiesta così esorbitante per le casse sociali. Prevedibili, quindi, i soliti ricorsi alla Giustizia.

 

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