Farmacap, Francesco Alvaro è agli arresti domiciliari

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Arresti domiciliari per Francesco Alvaro, commissario straordinario di Farmacap per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta e falso in atto pubblico nell’ambito di un’indagine affidata ai Nas per un presunto appalto truccato per la gestione di un asilo nido a Roma.

Alvaro era stato scelto da Marino per risanare le sorti della municipalizzata che gestisce 47 farmacie comunali nel marzo del 2014 dopo che il comune ave ripianato debiti pregressi della società per 12 milioni. Memorabile l’affermazione di Ignazio quando, parlando delle municipalizzate anomale che voleva dismettere, dichiarò di non capire perché il comune dovesse mettersi a vendere medicinali. Prima di Farmacap Alvaro era stato direttore del dipartimento V del Comune di Roma, poi fu nominato dalla Regione Lazio nel 2007 nel ruolo di Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza. La vicenda lo vedrebbe coinvolto con l’imprenditore Giuseppe Giordano, titolare della società Dragona Servizi, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda l’affidamento degli appalti per la mensa di un asilo nido nella zona dell’Infernetto. L’indagine aveva preso le mosse da un esposto presentato da un altro dirigente della società, che si lamentava dei presunti «atteggiamenti vessatori» posti in essere dal commissario straordinario e da un secondo esposto alla procura dell’attuale sindaca di Roma Virginia Raggi del febbraio 2015, quando era ancora consigliera capitolina del M5S, con il quale denunciava manovre speculative di privati sull’Azienda Farmacap.

L’appalto in questione riguarderebbe l’affidamento dei servizi per l’asilo nido per un importo di 36mila euro l’anno per sei anni e in base a quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe stato affidato senza altri concorrenti, con una gara che parrebbe fatta su misura. Viene così, di fatto, decapitato il vertice di una municipalizzata già in crisi per la rottura della tregua sindacale con la nuova amministrazione dopo lo sciopero del 5 agosto. Nel frattempo in Farmacap regna sovrana l’incertezza sulle scelte che decideranno il destino dell’azienda. Un’incertezza che aveva contribuito ad alimentare le tensioni fra l’Alvaro e la direttrice generale Simona Laing.

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