Quella strana fuga da Lazio Ambiente

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La vicenda di Lazio Ambiente, già defunto consorzio Gaia, volge al termine con una cessione decisa ormai irrevocabilmente nei tempi e nei modi dalla giunta Zingaretti. L’assessore regionale all’Ambiente Buschini ha promesso che i livelli occupazionali verranno garantiti, chiunque si accatti la società regionale. D’altra parte Lazio Ambiente con i suoi 400 dipendenti rappresenta comunque una realtà industriale importante per i comuni che vanno dai Castelli alla Valle del Sacco, che affidata magari ad altre mani potrebbe divenire più produttiva ed efficiente. Ma quando la nave sembra affondare i topi scappano.

Succede allora che dopo i casi di Valmontone, Frascati e San Cesareo, anche  Colonna abbia scelto, per la copertura dei sevizi ambientali, Ambi.en.te Spa, la quale altro non è che la filiazione più recente della ex municipalizzata Asp di Ciampino. Un’altra azienda pubblica che darebbe più garanzie alla politica del consenso e all’occupazione evitando infiltrazioni malavitose che ad esempio qualche tempo fa paventava l’onorevole Carella. Eppure nella apparente linearità di una operazione ‘tutta pubblica’ qualcosa sembra non quadrare.

Tanto che il consigliere regionale di centrodestra Pietro Di Paoloantonio solleva dubbi sull’affidamento  della raccolta dei rifiuti, da ultimo,  nel Comune di Colonna. Infatti secondo il consigliere si sarebbe verificato per questi comuni ( e potrebbe verificarsi per altri in futuro) uno strano meccanismo fotocopia per il quale sarebbe sufficiente detenere un minimo di partecipazione azionaria da parte  di questi Comuni in Ambi. en.te  spa  di Ciampino, per cederle i servizi che furono di  Lazio Ambiente senza percorrere la strada di un regolare bando di gara. Secondo Dipaoloantonio in questi casi mancherebbero “le specifiche e speciali condizioni di legge” fra le quali  “la possibilità di un effettivo controllo congiunto da parte delle amministrazioni sul gestore del servizio equiparabile a quello esercitabile sui propri organi (controllo analogo).”

Nella medesima interrogazione, Di Paoloantonio fa notare che il Comune di Colonna aveva un contratto per la raccolta dei rifiuti con  Lazio Ambiente Spa, per un costo annuo di euro 437.223,63 in  scadenza il 31 dicembre 2017.  Cè però un’altra faccenda che a nostro avviso è ancora più importante, perché secondo l’interrogazione rivolta a Zingaretti e Buschini, il direttore generale di Lazio Ambiente Spa è un dirigente in aspettativa di Ambi.en.te Spa, la società di  Ciampino ex Asp. Quindi, recita l’interrogazione “l’essersi posto in aspettativa senza rassegnare le dimissioni da una società concorrente, pone il direttore generale di Lazio Ambiente Spa in una evidente situazione di incompatibilità. Anche perché l’attuale direttore generale di Lazio Ambiente, quand’era in Ambiente Spa “aveva portato avanti una politica aziendale orientata alla sottrazione di Comuni clienti a Lazio Ambiente Spa per dirottarli verso Ambi.en. te Spa ( ex Asp)” – si legge nell’interrogazione di Di Paolo. Una politica che spiegherebbe la fuga dei Comuni da Lazio Ambiente per cedere i  servizi all’ex Asp di Ciampino che potrebbe  mangiarsi tutto ciò che fu della società regionale in dismissione.
Giuliano Longo

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